Democrazia ed istruzione
Noam Chomsky
Edup, pagg.100, Euro 8,00
 

In questo saggio, Noam Chomsky si interroga sul rapporto tra democrazia e istruzione muovendosi nell'ambito della tradizione libertaria di sinistra che si radica nei valori dell'illuminismo e individua, ancora oggi, nell'istruzione la leva imprescindibile per il cambiamento sociale.
"Negli ultimi 25 anni - scrive l'Autore - si è verificato un attacco generalizzato a solidarietà, democrazia, stato sociale, e ad ogni cosa che interferisse al potere privato, e ci sono molti obiettivi nei confronti dei quali tutto ciò è stato realizzato. Uno di questi è senza alcun dubbio il sistema educativo". Secondo Chomsky, la privatizzazione del sistema educativo mette a rischio il "principio per cui il bambino che sta per strada deve ottenere un'educazione". Si "cerca di privatizzare le aspirazioni così che ognuno possa essere totalmente controllato. Il potere privato segue un senso unico, tutti devono subordinarsi ad esso".
Con la privatizzazione un sistema viene trasformato "in un'irresponsabile tirannia. Questo è ciò che si intende per "privatizzare" e quello che le società sono, cioè un'irresponsabile tirannia. Se desiderate portar fuori un certo sistema dal dominio pubblico mettendolo nelle mani di tirannie private, in modo tale che il pubblico abbia un ruolo secondario nella determinazione su ciò che è, prima dovete generare una crisi. Questa è la procedura standard".
"Se desiderate privatizzare le ferrovie - spiega l'Autore -, assicuratevi che non funzionino. Tagliagli i finanziamenti, l'infrastruttura, in modo tale da farle funzionare così male da creare un forte disagio negli utenti, ed allora potrete privatizzarle. Se desiderate privatizzare la formazione, cioè farla girare verso le tirannie private, allora potrete o non farla lavorare per sottocapitalizzazione o programmare che non funzioni. Per esempio, negli Stati Uniti, la propaganda nell'amministrazione Reagan intorno alla Nazione a Rischio frode, ha provato a minare l'intero sistema educativo".