Democrazia senza liberta'
Fareed Zakaria
Rizzoli, pagg.357, Euro 18,50
 
L'Autore di questo saggio, Fareed Zakaria, è stato direttore di "Foreign Affairs", la rivista del Council on Foreign Relations. La sua analisi, ancorché non condivisibile, è tuttavia degna di attenzione, in quanto proviene da un qualificato esponente dell'establishment mondialista.
Secondo Zakaria, la democrazia da sola non basta a garantire i fondamenti del liberalismo alla base della moderna civiltà occidentale. Perché funzioni davvero, deve accompagnarsi a una certa consapevolezza civile e a un certo benessere. Per questo molti paesi del cosiddetto terzo mondo, che hanno anteposto l'esigenza di democratizzazione a quella del progresso economico e sociale, sono spesso scivolati nella dittatura inasprendo la loro povertà. Ma anche nel ricco Occidente la democrazia tende oggi a eteriorarsi in demagogia e illiberalità. Bisogna dunque imparare a interpretarne i limiti per poterne affrontare con maggior efficacia i pericoli: l'ascesa al potere di estremismi e totalitarismi (a partire da ciò che accadde nell'Europa del secolo scorso a ciò che potrebbe accadere se si esportasse la democrazia nel Medio Oriente di oggi), il trionfo delle lobby private, il ruolo preponderante del denaro nelle campagne elettorali, la manipolazione delle informazioni da parte dei media, il populismo.
Sfidando i luoghi comuni della destra e della sinistra, l'Autore propone la sua ricetta: per i paesi emergenti, favorire lo sviluppo e la crescita di una società civile prima di indire elezioni a suffragio universale; per le democrazie occidentali, rafforzare le garanzie liberali assicurando la divisione dei poteri e la protezione dei diritti fondamentali.