Diario 1939-1945
Pierre Drieu La Rochelle
Mulino, pagg.500, Euro 25,82
 
Il 9 settembre 1939, una settimana dopo l'inizio della Seconda guerra mondiale, lo scrittore francese Pierre Drieu La Rochelle comincia a tenere un diario; vi scriverà, pur con interruzioni, sino al 14 marzo 1945, poche ore prima del suicidio.
Questo diario accompagna dunque per tutto il suo corso la grande crisi della guerra e ne reca testimonianza da una prospettiva cui si è poco accostumati: la prospettiva dei 'vinti'. Nelle sue pagine si compone la lenta cronaca di una fine, e sono scandite le tappe di una disfatta che è personale e collettiva. Furore e disincanto s'incontrano nell'oltranza negativa della riflessione di Drieu, che lega in un unico naufragio la propria carriera di "dandy" e di scrittore, la Francia della "défaite", quella di Vichy, la Germania nazionalsocialista cui aveva fatto incarnare il proprio 'europeismo'.
Dal diario emerge altresì la rivalutazione della figura del Maresciallo Stalin. "Morirò con gioia selvaggia - scrive Drieu il 27 dicembre 1942 - all'idea che Stalin sarà il padrone del mondo. Finalmente un padrone. È bene che gli uomini abbiano un padrone il quale faccia loro sentire l'onnipotenza feroce di Dio, l'inesorabile voce della legge".
Due mesi dopo, il 24 febbraio 1943, Drieu osserva: "Ah, che muoiano pure tutti questi borghesi, se lo meritano. Stalin li sgozzerà tutti e dopo di loro sgozzerà gli ebrei... forse. Eliminati i fascisti, i democratici resteranno soli di fronte ai comunisti: pregusto l'idea di questo tête-à-tête. Esulterò nella tomba".
Il 3 marzo 1943 auspica la vittoria della Russia, piuttosto che quella degli Stati Uniti: "I russi hanno una forma, mentre gli americani non ne hanno. Sono una razza, un popolo; gli americani sono un'accolita di ibridi. Quando si ha una forma, si ha sostanza; ebbene, i russi hanno una forma. Il marxismo è una febbre di crescenza in un corpo sano. Credevamo che quel corpo magnifico fosse marcio, ma non è così. La [guerra], che purifica i corpi giovani, accelera la cancrena in quelli invecchiati. Quello che mi ha ingannato è la miseria del comunismo in Europa, i suoi penosi fallimenti un po' dovunque, l'aspetto lamentevole dei comunisti francesi".
Il 2 settembre 1943, infine, Drieu La Rochelle annota: "Il mio odio per la democrazia mi fa desiderare il trionfo del comunismo. In mancanza del fascismo (…) solo il comunismo può mettere veramente l'Uomo con le spalle al muro costringendolo ad ammettere di nuovo, come non avveniva più dal Medioevo, che ha dei Padroni. Stalin, più che Hitler, è l'espressione della legge suprema".