Iraq: U.S.A.
la menzogna infinita
Tirky Saqr - Mario Bocchio
Roberto Chiaramonte Editore, pagg.127, s.i.p.
 

Questo pregevole saggio dei giornalisti Tirky Saqr (di origine siriana) e Mario Bocchio offre un validissmo contributo alla verità storica, confutando innumerevoli menzogne, diffamazioni, leggende metropolitane, luoghi comuni diffusi ad arte dagli organi di (dis)informazione del Sistema al fine di "giustificare" i crimini commessi dagli americano-sionisti (embargo ultradecennale, bombardamenti, aggressioni, etc.) contro il Popolo iracheno.
La causa dell'ostilità anti-irachena viene giustamente ravvisata dagli Autori nei "fermenti di sviluppo" portati avanti dal Presidente Saddam Hussein, il garante dell'indipendenza dell'Iraq. "Saddam viene visto "pazzo" in quanto perturbatore di interessi economici che da cinquant'anni ingessano qualsiasi possibilità reale di un riscatto autonomo del mondo arabo".
Saqr e Bocchio scrivono che l'Iraq ba'athista ha fatto proprio "un modello di tipo prussiano, meglio kemalista (dal nazionalista turco Kemal Ataturk), centrato attorno alla figura di un uomo forte, di un condottiero alla testa di un esercito potente. Mutatis mutandis: un califfato secolarizzato e assolutistico".
"Questo regime bonapartista - aggiungono gli Autori -, seppure con metodi assolutisti, non dimenticava di portare avanti la sua missione modernizzatrice. Tentava di realizzare dall'alto, in nome del popolo, le riforme radicali di cui l'Iraq aveva bisogno per affrancarsi dal sottosviluppo. Nel 1972 - mentre in Egitto, dopo la sconfitta del 1967, il regime nasseriano era sulla via del definitivo tramonto - il regime baathista era al suo apogeo. Nazionalizzava integralmente l'industria petrolifera (IPC). Iniziava poi a diversificare l'economia, l'industrializzazione del paese e la meccanizzazione dell'agricoltura. Le terre dei latifondisti, ancora esistenti, venivano confiscate senza indennizzo. Veniva elettrificato il paese. Si prendevano misure di sostegno sociale ai lavoratori e venivano aumentati i loro salari. Si sviluppava velocemente il sistema sanitario e scolastico. Le vecchie classi e caste dominanti rurali e urbane, ma pure la tradizionale struttura tribale, vennero spazzate via definitivamente. La nuova burocrazia statale-militare baathista, nel contesto del sistema capitalista di stato, poteva dunque disporre di tutte le leve del potere politico, dunque delle prerogative per ottenere le risorse, gli investimenti, ed utilizzare il sovrapprodotto sociale disponibile".
Una parte significativa del volume è dedicata alla storia e all'ideologia del Partito Socialista della Rinascita (Ba'ath) Araba. "Il Baath (resurrezione o rinascita) - si legge nel testo - era l'erede della Lega d'Azione nazionalista fondata nel 1933, che diede avvio all'opera di laicizzazione dell'arabismo e alla sua separazione formale dal musulmanesimo".
"Questo movimento, prima di sparire nel 1939-40, riuscì a crearsi un seguito tra gli intellettuali arabi cristiani del Libano e della Siria; furono questi intellettuali a dar vita, nel 1943, al Partito della Rinascita Araba (Baath) il cui centro era Damasco".
L'obiettivo dei ba'athisti - come affermava il filosofo Zaki el-Arsuzi - "era quello di costruire una comunità nazionale araba il cui fondamento non fosse anzitutto la religione musulmana ma la lingua e la cultura araba".
Il libro di Bocchio e Saqr - di cui si raccomanda la lettura - è pubblicato da Roberto Chiaramonte Editore (http://www.chiaramonteeditore.com).