Parigi Berlino Mosca
Henri de Grossouvre
Fazi Editore, pagg.209, Euro 18,00
 
In questo pregevole saggio, Henri de Grossouvre (giovane geopolitico francese di ispirazione gollista) propone il consolidamento dell'asse Parigi-Berlino e la sua estensione verso oriente alla Russia.
L'Autore auspica un'Unione Europea "capace di condurre una politica distinta da quella del suo alleato americano, un'Europa ben salda sui suoi piedi, che respiri con i suoi due polmoni, costituiti rispettivamente dai paesi europei dell'ovest e del centro e dalla Russia. Un'Europa dal volto umano, prospera, pacifica, indipendente. La cui autonomia non può che passare attraverso l'istituzione di un'alleanza strategica con la Russia, intorno a un asse ideale Parigi-Berlino-Mosca. Era, questa, la concezione del generale De Gaulle".
"Un asse Parigi-Berlino-Mosca - aggiunge de Grossouvre - favorirebbe l'emergere di un mondo multipolare e sarebbe fonte di sviluppo economico e di pace per un'Europa tornata ad essere un grande crocevia del mondo". Quest'asse, "motore pacifista della grande Europa, non è diretto contro alcuno. Tuttavia, gli strateghi anglosassoni sanno bene dopo Mackinder che un supplemento di potenza in una o più regioni del globo comporta immediatamente e automaticamente una perdita di potenza nel resto del mondo, ossia per la potenza dominante degli Stati Uniti. E' per questo che gli Stati Uniti e i loro sostenitori europei faranno di tutto per impedire l'organizzazione di una cooperazione permanente tra la Francia, la Germania e la Russia".
De Grossouvre scrive, inoltre, che gli Europei "dovrebbero essere riconoscenti agli Stati Uniti per aver condotto una politica brutale e unilaterale, senza la quale le questioni chiave non sarebbero mai state dibattute come lo sono miracolosamente oggi. Queste questioni concernono la forma finale dell'Unione Europea, le relazioni dell'Unione con gli Stati Uniti, le frontiere, l'autonomia energetica dell'Europa e la situazione demografica drammatica e ben presto irreversibile dei paesi europei".
"I prossimi anni - prevede l'Autore - decideranno della sorte dell'Europa. O l'Europa si afferma e diventa uno dei poli di un mondo ridiventato multipolare, capace di dialogare con gli Stati Uniti, la Cina e l'India, oppure prosegue il suo declino, esce definitivamente dalla storia e scompare fisicamente in ragione della sua situazione demografica ben presto irreversibile".