Cattiva maestra
Giancarlo Bosetti
Marsilio, pagg.207, Euro 10,00
 
Sulle opere "islamiste" di Oriana Fallaci finalmente una indagine originale che rompe le righe degli atteggiamenti correnti: alzata di spalle, abbandono della discussione, imbarazzo, giudizi eufemistici. Questo saggio di Giancarlo Bosetti (fondatore e direttore di "Reset") va diritto alla questione centrale: come è possibile che pagine piene di odio radicale contro una religione in quanto tale, riscuotano un successo paragonabile ai maggiori best-sellers internazionali? Tutti xenofobi e islamofobi? Che genere di epidemia abbiamo qui da contrastare? Che cos’è l’"orianismo" e come funziona una forma mentale che ha bisogno del Nemico per orientarsi, consolarsi, comunicare, fabbricare certezze illusorie di fronte a verità inquietanti?

  "Non ho voluto concedere terreno né alla indifferenza né a un pensiero "negativo" opposto", scrive l'Autore nella Prefazione. "Nel leggere i libri della Signora dedicati al Nemico ho tentato un esercizio di "simpatia", una simpatia, diciamo così, "metodologica"; ho cercato per quanto potevo di entrare nel suo stato d’animo, nella sua Illusio, e soprattutto in quello dei suoi lettori. Non volevo solo mettere a verbale il mio no all’"orianismo", aggiungendolo al no di tanti altri. Volevo capire meglio l’aria di famiglia che esso ha con uno dei problemi maggiori e più insidiosi del nostro tempo".

  Secondo Bosetti, i libri della "trilogia" fallaciana "sono espressione autentica di una forma di pensiero "negativo", di un modo di ragionare che riesce a inquadrare un problema solo nella cornice di un contrasto, di una polarizzazione forte, esasperata, che non lascia scampo, o con noi o con loro: qualunque idea, obiezione, fatto può portare "acqua al mulino" o di qua o di là, e "a chi giova?" e "a chi nuoce?". E' una forma di relativismo assoluto, onnivoro, che riporta tutto al conflitto e in funzione del conflitto. Bisognerà allora negare l'evidenza, che i numeri arabi sono arabi e Aristotele arriva ai cristiani attraverso le traduzioni arabe".