Il Dossier Hitler
a cura di Henrik Eberle e Matthias Uhl
Utet, pagg.648, Euro 24,00
 
A sessant’anni dalla fine della guerra negli archivi russi viene rinvenuto un documento di eccezionale importanza politica e storica: il dossier Hitler, redatto su espressa richiesta di Stalin e basato sulle memorie di Otto Günshe e Heinz Linge, aiutanti di campo personali di Hitler. Günshe e Linge come ufficiali delle SS hanno vissuto a stretto contatto con il Fuhrer e i loro ricordi non rivelano soltanto particolari sconosciuti sulla vita politica e militare ma gettano anche una viva e inedita luce sulla vita privata di Hitler.
  Quando si diffuse la notizia del suicidio di Hitler, Stalin manifestò immediatamente il suo scetticismo e diede ordine di impiegare tutte le energie e le risorse per la ricerca della verità: i servizi sovietici riuscirono a fare prigionieri Otto Günshe e Heinz Linge che si rivelarono due straordinari testimoni della quotidianità (comprese le abitudini alimentari) degli umori discontinui e del fragile stato di salute di Hitler. Günsche poi non lesinò particolari sconosciuti sulle numerose riunioni a cui aveva partecipato, nel corso delle quali venivano delineati i piani bellici del Terzo Reich. Sulla base di queste notizie e rivelazioni, negli anni 1948-1949, subito dopo la caduta del Reich, su richiesta diretta di Stalin, venne elaborato questo Dossier, rimasto sepolto per più di cinquant’anni negli archivi russi, e che si rivela una fonte storica eccezionale sulla Germania nazionalsocialista.
  L'opera - scrivono Eberle e Uhl nella "Prefazione" - "contiene le descrizioni di due ufficiali delle SS che erano in contatto quotidiano con Hitler, senza essergli però umanamente vicini. Essi lo ammiravano ed erano nazisti convinti, ma non comprendevano - come la maggior parte dei contemporanei - quali erano i reali obiettivi del dittatore. Nei loro ricordi essi hanno senza dubbio sottolineato in molti punti in modo esagerato il proprio dissenso, ma non hanno mai rinnegato la propria strettissima vicinanza a Hitler. In questo modo "Il dossier Hitler" è divenuto un documento unico e irripetibile: basandosi sul materiale fornito da due Sturmbannführer (capimanipolo) delle SS, un collettivo di lavoro del servizio di sicurezza interno all'Unione Sovietica ha rielaborato la biografia di Hitler nel corso di più di quattro anni, fino a renderla compatibile con le abitudini di lettura del committente Stalin.
  "Il testo del documento n. 426a dell'ex archivio del Partito comunista contiene non soltanto molti dettagli finora sconosciuti della politica di Hitler, e della sua conduzione della guerra, ma fornisce anche un quadro più edulcorato di ciò che realmente avveniva all'interno della cerchia intima di Hitler. Al tempo stesso questo documento rispecchia nel modo più impressionante lo scontro tra il Führer del Reich tedesco e l'uomo che, per un certo periodo, aveva creduto di poter spartire con lui l'Europa, e che poi venne coinvolto in una lotta mortale che costò la vita a milioni di uomini. "Il dossier Hitler" riflette, per così dire, la quintessenza dell'antagonismo tra Hitler e Stalin: un contrasto che molti storici, da Alan Bullock fino a Richard Overy, hanno considerato la chiave per comprendere la storia del secolo appena trascorso".