Fuori controllo
Giuliano da Empoli
Marsilio, pagg.125, Euro 9,00
 
Storce la bocca, il progressista, di fronte alle mille manifestazioni del carnevale che ci circonda. Edonismo e consumismo di massa, cura del corpo, reality show e culto della fama, nuove credenze e spiritualità fai da te: non ce n'è una che gli vada bene. Riserva la sua indulgenza, in compenso, ai fenomeni che popolano gli incubi di tutti gli occidentali: terrorismo internazionale e criminalità urbana in primis.

  Laddove la società brasilianizzata, sempre in bilico tra il carnevale e la paura, richiederebbe tolleranza per il primo e fermezza rispetto alla seconda, il progressista propone la ricetta inversa. Così, la nostra società resta intrappolata in una spirale nella quale, come nel Decameron, l'orgia e la peste si alimentano a vicenda.

  Secondo Giuliano da Empoli, "siamo entrati in un'epoca barocca, fatta di un vitalismo disordinato che si esprime tanto nella teatralità quotidiana della real-TV, quanto nel ritorno dell'astrologia e del magico come amor fati; nella ricerca dei piaceri della carne della gola, così come nel dilagare degli sport estremi che danno il brivido del baratro. All'interno della quale prende forma sotto i nostri occhi un'etica dell'istante animata da un'esuberanza pagana che contrasta singolarmente con l'ordine tecnocratico al quale credevamo di esserci abituati".

  Questo fenomeno viene definito dall'Autore "brasilianizzazione". "Un samba frenetico nel quale un polo carnevalesco fatto di corporeità e di teatralità, di grandi celebrazioni e di métissage entra in risonanza con un polo tragico fatto di rischi e di violenza, di astrologia e di un fatalismo che a sua volta trova sfogo nel carnevale, contribuendo ad alimentare una spirale inesauribile che oscilla costantemente tra l'orgia e il massacro, costeggiando il sublime e l'osceno fino a fonderli in un unico ritmo incessante. Su questo ritmo oscillano da sempre i rampolli di Ipanema e i favelados di Rocinha, i chirurghi plastici di Botafogo e le puttane di Copacabana. La novità di questo primo scorcio di secolo è che, a ritmo di samba, abbiamo cominciato a muoverci un po' tutti".