Italia Globale
(Imperi n.7/2006)
Nuove Idee, pagg.248, Euro 22,90
 
"Una patria globale? - si legge nell'Editoriale del nuovo numero di "Imperi", il quadrimestrale di Geopolitica diretto da Aldo Di Lello - O bella! E che roba è? E' una patria senza confini geografici, senza burocrazie paralizzanti, senza regolamentazioni asfissianti, senza protezionismi anacronistici. La patria globale è espansiva senza essere aggressiva, competitiva senza essere boriosa, dinamica senza essere nevrotica. La patria globale non ha alternative. O è così o non è. O, per meglio dire, o è globale oppure è nostalgica, depressiva, minimalista, adagiata sulle glorie del passato. O l'Italia sarà globale o sarà un grande museo all'aperto, un'immensa area protetta abitata da guardiani, intratteniori, animatori e guide turistiche".
  Nel saggio intitolato "Roma e la Pax Americana", Andrea Marcigliano scrive: "Per l'Italia [...] va tenuta presente che, la specifica posizione geografica, se l'inserisce nel "Grande Spazio" egemonizzato dall'America, d'altro canto la porta a confinare con altre due aree fondamentali. Da un lato la Russia. Che si affaccia sull'area balcanica, ove convergono sempre le sue politiche, indipendentemente da chi regni al Cremlino. Ed i Balcani rappresentano il nostro (rovente) confine orientale. Senza dimenticare i nostri stretti rapporti commerciali con Mosca, e soprattutto la nostra vitale dipendenza economica dalle importazioni di gas russo. Tutto questo comporta la necessità che Roma mantenga costantemente un rapporto privilegiato con il gigante dell'est, oggi un po' acciaccato, ma pur sempre formidabile".
  "Così - aggiunge Marcigliano -, anche per quanto riguarda il Medio Oriente, l'altro confine segnato dal Mediterraneo, è necessario che l'Italia continui a perseguire una "sua" strategia geopolitica improntata al più rigoroso realismo [...] che [...] non si riduca mai ad una, supina, accettazione degli accadimenti".
  Alle relazioni italo-russe è dedicato l'articolo di Salvatore Santangelo, il quale osserva che per il nostro Paese, "terzo partner dell'interscambio commerciale dopo Germania e Olanda, la Russia rappresenta la scommessa del momento. E il rapporto privilegiato tra Putin e Berlusconi, oltre ad una rinnovata capacità del nostro Paese di fare sistema, offre alle nostre imprese una marcia in più per conquistare il più grande mercato dell'Europa emergente".
  "Vocazione mediterranea" è il titolo del saggio di Gabriele Adinolfi, nel quale l'Autore auspica che l'Italia abbia a svolgere un ruolo di primo piano nello sventare il presunto "scontro di civiltà", "che sarebbe la rovina delle prospettive europee". Roma "potrebbe svolgere quel ruolo però solo se dotata di forza adeguata, se convinta di sé, se ferma e fiduciosa, se fiera della sua autonomia, dignità e indipendenza".
  "Il nostro ammirabile paese - scrive Antonio Saccà nel saggio "La civiltà come risorsa" - deve trovare un accordo ferreo per l'interesse nazionale tra le classi, con sacrifici e fatica strenua di ciascuno e di tutti, per la grandezza della nazione italiana ed europea, e se a noi spetta, specialmente, l'arte, la bellezza, il turismo, diventiamo soprattutto imprenditori della cultura nella divisione internazionale dell'economia, senza considerarci inferiori ad alcuno, riuscendo a non esserlo!".