Mediterraneo.
Un dialogo fra le due sponde
a cura di Ferhat Horciani e Danilo Zolo
Jouvence, pagg.204, Euro 16,00
 
All'interno dei processi di integrazione globale oggi in corso - anche in considerazione dei risvolti di ordine e disordine a essi collegati - le radici mediterranee della cultura europea sono di vitale importanza. In questo volume, un gruppo di ricercatori dell'università di Tunisi e alcuni studiosi del centro di filosofia del diritto internazionale "Jura gentium" dell'università di Firenze s'interrogano sul complesso tema del rapporto tra Islam e modernità, dall'analisi della condizione femminile a quella della mobilità migratoria, fino ad affrontare la questione dei sistemi punitivi e quella della globalizzazione vista da sud.
  Le radici mediterranee vengono pensate come il possibile fondamento di una identità civile e politica dell'Europa unita, che ne faccia un attore centrale nel quadro degli equilibri e delle strategie globali. Il dialogo fra le due sponde potrebbe offrire la chiave per un'alternativa all'universalismo "oceanico", e quindi per un riscatto sia dell'Europa che del mondo islamico dall'attuale soggezione all'egemonia culturale, politica e militare dell'impero atlantico. Ciò potrebbe avere effetti di pacificazione ben oltre le sponde mediterranee.
  "Il Mediterraneo - spiegano Horciani e Zolo nella "Premessa" - è anzitutto un crocevia di civiltà: vi si affacciano l'Europa, i paesi del Maghreb arabo e berbero, il Medio Oriente, la Turchia, i Balcani. Non è retorico affermare che il Mediterraneo, nel contesto dello 'scontro fra civiltà' che ha il suo epicentro proprio sulla sua sponda orientale, potrebbe divenire un luogo di dialogo e di incontro. Potrebbe trasformarsi nel tavolo della pace fra l'Occidente e il mondo islamico e giocare un ruolo importante per l'avvio di un processo di pacificazione su scala globale".
  "Rispetto all'immagine di un'Europa 'sentinella dell'impero atlantico' - aggiungono i Curatori -, un recupero della dimensione euro-mediterranea si presenta come una possibile alternativa strategica, e non soltanto sul terreno politico. Un'Europa che riscoprisse le sue radici mediterranee potrebbe profilarsi, lungo il crinale incandescente che oppone il nord-ovest del mondo al sud-est del mondo, come uno spazio di mediazione e di neutralizzazione degli opposti fondamentalismi. Rifuggendo dagli universalismi etici e dai dogmatismi religiosi che oggi caratterizzano larghe fasce sia dell'occidente che del mondo islamico, la cultura mediterranea potrebbe ispirarsi a un 'pluralismo' tollerante e inclusivo".