Mucchio selvaggio. Ascesa
apoteosi caduta dell'organizzazione
Prima Linea
Giuliano Boraso
Castelvecchi, pagg.280, Euro 18,00
 
In questo recente saggio, Giuliano Boraso (collaboratore del sito brigaterosse.org) ricostruisce la storia dell'organizzazione combattente "Prima Linea", "la componente più irrazionale, emotiva e tragica di quel fenomeno lottarmatista che per oltre un decennio ha attraversato con passo costante le vicende del nostro Paese".
  Al pari delle Brigate rosse, anche Prima Linea "nasce - spiega l'Autore - come avanguardia". Tuttavia, "il suo bacino di riferimento è (vorrebbe essere) il "proletariato metropolitano" nell'accezione più ampia del termine, quella grande massa di donne e uomini che rivendica la soddisfazione dei propri "bisogni immediati". La folla dei senza casa, quella dei precari, di coloro che sono stati espulsi - o stanno per esserlo - dai cicli produttivi in conseguenza dei grandi processi di ristrutturazione aziendale. La massa dei giovani vittime del ciclo dell'eroina, considerato un altro strumento di "selezione naturale" immesso nella società dal potere capitalista. L'"operaio sociale", o "diffuso", estraneo sia ai processi produttivi della società postfordista sia alla sua ideologia, ma alieno anche a quella classe operaia che ha accettato la logica dello Stato di Diritto, aderendo alle nuove parole d'ordine del PCI e del Sindacato: "compromesso storico", "austerità", "sacrificio"".
  "La storia di Prima Linea - aggiunge Boraso - non è quella del Partito armato, per il quale è e rimarrà valida la rassicurante lettura manichea del Bene che combatte il Male. La storia di Prima Linea è qualcosa di più complicato, meno definito, dai contorni incerti e sfumati. Per molti versi una storia scomoda, capace di chiamare in causa responsabilità e correità da sempre taciute, e quindi rimosse. Un percorso breve, una meteora eversiva che dal punto di vista operativo può essere racchiusa in un arco di tempo di quattro anni (1976-1980), tutta interna a quel "paradigma della violenza politica" sulla cui nascita e sul cui radicamento nella società italiana" l'analisi di Boraso si sofferma a lungo.