Il Ribelle dalla A alla Z
Massimo Fini
Marsilio, pagg.295, Euro 17,00
 
Dopo gli straordinari pamphlet che, accolti con entusiasmo dal pubblico, hanno segnato il suo ingresso nel nuovo millennio - da "Il vizio oscuro dell’Occidente" a "Sudditi" - Massimo Fini dà forma al suo sistema di pensiero e ordina la sua Weltanschauung, sottolineandone l’intrinseca coerenza ideale. Costruito per voci come un’enciclopedia o un dizionario, questo libro è davvero la summa del Fini pensiero, della sua insofferenza verso i miti e gli stereotipi del Moderno, della sua professione di antagonista. Il risultato è un limpido e appassionante ritratto del 'ribelle', questo protagonista del nostro tempo, che, tanto più combatte come un Don Chisciotte contemporaneo, tanto più incanta e seduce chiunque lo incontri. Naturalmente il ribelle deve essere tale, almeno in una certa misura, anche a se stesso. E così l'Autore per chiarire il suo pensiero evoca anche la propria esperienza, il suo mestiere di giornalista, le sue passioni di inviato e scrittore.

  "Il Ribelle - spiega Fini - è un uomo che dice no. A che cosa? All'ordine costituito, a credenze, valori, opinioni, regole, comportamenti, comuni alla società nella quale vive, in cui non si identifica e non si riconosce. E' nato in un luogo e in un tempo non suoi. E' uno spostato, un borderline. Ma non vuole farsi normalizzare, omologare, inglobare. Per questo dice no. Anzi lo grida in modo che tutti possano sentirlo. Non si nasconde. Ed è pronto ad assumersi la responsabilità e le conseguenze del suo rifiuto, addebitandole solo ed esclusivamente a se stesso. Il Ribelle paga di persona. Detesta le mezze misure, le morali a metà, le vie traverse, le mediazioni. Ama lo scontro frontale. E' un combattente".

  Il Ribelle, inoltre, "è un uomo solo". Da metafisica e sociale, secondo l'Autore, questa solitudine diventa alla lunga "anche esistenziale e una sorta di misoginia. Il Ribelle è un uomo che insegue Sogni. Le donne possono amare un uomo che insegue sogni - anzi, in genere lo amano appassionatamente, soprattutto quando sono giovani e giovane è colui che sogna - ma non amano i Sogni (se non quelli di celluloide, romanzati o comunque virtuali che non le implicano veramente, semplicemente le distraggono - il romanticismo della donna è un'invenzione dell'Ottocento tedesco, come la "donna angelicata" è una creazione letteraria dell'"amor cortese" medievale). La donna è un essere troppo concreto e vitale per inseguire Sogni. Insegue figli. Oggi, a quanto pare, nemmeno quelli, ma mai, in ogni caso, chimere. E alla lunga il rapporto fra l'uomo che insegue Sogni e la donna che pretende concretezza si spezza. E il Ribelle resta solo. Totalmente e definitivamente solo. Ma non può farci nulla. E' la sua storia. E' nato così".