Le radici islamiche
dell'Europa
Massimo Jevolella
Boroli Editore, pagg.141, Euro 18,00
 

Verso l'anno Mille, mentre l'Occidente cristiano è immerso in una fase di profonda arretratezza che dura da cinque secoli, una possente ondata di civilizzazione, scienza e cultura proveniente dal mondo islamico comincia a riversarsi sull'Europa, strappandola dal sottosviluppo e proiettandola verso le conquiste dell'Umanesimo e della Rivoluzione scientifica del XVI e XVII secolo. Per questo è giusto affermare che l'Islàm fa parte a pieno titolo delle nostre radici.
  Ispirato anche dalle eperienze appena vissute nel corso di alcuni viaggi tra gli splendori islamici dell'Andalusia e della Sicilia, Massimo Jevolella (giornalista, islamista e studioso delle religioni abramiche) racconta, in questo saggio, le fasi salienti di questo inestimabile "travaso di civiltà" attraverso una serie di episodi affascinanti e in parte quasi inediti, con lo stile del romanzo e con l'esattezza della più rigorosa ricostruzione storica. L'Autore si sofferma sull'affascinante questione delle fonti islamiche della Divina Commedia; sulle figure del musicista Ziryâb e del poeta-teologo Ibn Hazm, sullo sfondo degli splendori dell'Andalusia islamica; sulla Sicilia degli emiri, degli Altavilla promotori dell'architettura arabo-normanna e dell'Imperatore Federico II, amico dei sultani e dei filosofi musulmani. Per concludere con un capitolo dedicato agli scrittori e agli artisti europei che tra il XVIII e il XIX secolo viaggiarono alla scoperta del variegato mondo della Mezzaluna.
  "Investigando la nostra storia culturale", osserva Jevolella, si scopre che "il nostro caro Occidente non sarebbe assolutamente quello che noi oggi immaginiamo che sia, se Muhammad e il Corano non fossero mai esistiti. A volte le verità più semplici possono apparire ai nostri occhi come delle ardue conquiste, e in questo caso la verità è di una semplicità sconcertante: oltre mille anni di odio religioso e di arroganza eurocentrica hanno impedito al mondo cristiano di riconoscere tutto il suo enorme debito nei confronti dell'Islàm".
  L'Islàm "ha giocato un ruolo essenziale e profondo nello sviluppo della cultura europea": i musulmani, dunque, secondo l'Autore, "non dovrebbero avere alcun motivo per sentirsi "estranei" e "diversi" in mezzo ai popoli del nostro continente. L'Europa è anche casa loro, e a pieno titolo, sebbene di sicuro non appartenga alla Dâr al-Islâm. Tornare alle sorgenti della storia è dunque un dovere che si impone. Ostinarsi a ignorarle significa collaborare al declino dell'Occidente".