Aritmosofia
Arturo Reghini
Archè – Edizioni PiZeta, pagg.75, Euro 10,33
 
In questo denso volumetto, sono stati raccolti alcuni appunti di Arturo Reghini probabilmente riconducibili a quegli “schemi di lavoro che non poté compiere” cui alludeva Giulio Parise nella prefazione al saggio “Il rituale dell’apprendista libero muratore”.
Si tratta – come spiega Sergio Còdega nell’Introduzione – di “settantacinque foglietti chirografati, di piccolo formato, in parte annotati, o cancellati, o rifatti”.
L’opera è costituita da una serie di regole e di teoremi sui numeri, che, partendo dal loro aspetto di simboli aritmetici, divengono via via gli elementi di un complesso linguaggio iniziatico. Essa, più che un punto di arrivo è, infatti, un punto di partenza: alcuni passaggi matematici talvolta appena abbozzati costituiscono motivo di approfondimento e di nuove scoperte.
Reghini, insigne pitagorico, esoterista e massone fiorentino, “fu un apologeta della matematica pitagorica, mise le basi per la soluzione di importanti ed insoluti problemi di matematica e di scienza, la cui soluzione è forse racchiusa in qualche suo scritto o appunto, andato perso oppure non ancora tornato alla luce”.
Còdega lo definisce “un pioniere ed esploratore di certi misteriosi e stupefacenti mondi di questo organismo così apparentemente inerte come quello della matematica: e lo fu con l’accanimento e la costanza di un poliziotto alla ricerca di una nuova traccia che lo portasse alla soluzione di un delitto… o alla Sezione Aurea, o alla soluzione del “famigerato” teorema di Diofanto”.