Fascio e martello. Quando Stalin voleva allearsi al Duce. Guido Relli: memorie d'un diplomatico dalla Russia zarista allo sfacelo europeo
Fernando Mezzetti
Greco & Greco, pagg.241, Euro 11,36
 
IL LIBRO – La vicenda straordinaria di un giovane triestino. Guido Relli. Sorpreso in Russia dallo scoppio della prima guerra mondiale è internato in Siberia, ha così inizio un rapporto con la Russia che proseguirà sino al suo ingresso in diplomazia e la sua lunga permanenza presso la nostra ambasciata a Mosca fino all’attacco dell’Asse contro l’Unione Sovietica.
  Da Francesco Giuseppe a Stalin e allo sfacelo europeo, fu testimone diretto della Mosca staliniana e di eventi cruciali e segreti. Tra questi, la richiesta di Stalin a Mussolini nel ’40 per un’alleanza tra l’Unione Sovietica e l’Italia fascista appena entrata in guerra. Una trattativa durata a lungo e poi finita nel nulla, qui ricostruita col sostegno di documenti ufficiali.
  Sergio Romano, ambasciatore a Mosca, introduce al personaggio Relli e al clima politico e culturale di quel periodo storico.
 
  DAL TESTO – “Su questo tema, cioè sul comportamento da tenere davanti alle “avances” sovietiche, e su fin dove potesse spingersi su problemi così squisitamente politici, Rossi chiese subito direttive a Roma. E fu allora che per la prima volta dal 1937 l’ambasciata d’Italia a Mosca ricevette il 16 giugno 1940 un telegramma firmato da Mussolini, nel quale si diceva che nelle relazioni italo-sovietiche ci si poteva “spingere molto innanzi sul terreno politico”.
  "Era l’inizio di una vicenda sufficientemente nota: quella di un mancato accordo fra l’Italia e l'URSS nel 1940. All’accordo non si giunse per due motivi: perché i tedeschi fecero in modo che non venissero raggiunti e per i tentennamenti italiani. Oso pensare che Mussolini da una parte era attratto dalla prospettiva di un’intesa con Mosca, nel quadro della sua teoria dei regimi e popoli giovani contrapposti ai regimi e popoli vecchi; dall’altra lo frenava – a parte la sudditanza a Berlino – il fatto che per troppi anni il fascismo si era posto come antitesi al bolscevismo per poter ora intendersi con esso.
  "E’ interessante però ricordare alcune fasi di questa vicenda, la quale testimonia una cosa: e cioè che in pieno conflitto, caduta la Francia, in ginocchio l’Inghilterra, il regime comunista cui guardavano molti antifascisti era in realtà ansioso di accordarsi col fascismo. Il motivo di questo desiderio era unicamente imperial-nazionale, non certo ideologico. Anche questo, se si vuole, può rientrare nell’antica teoria stalinista del “socialismo in un solo paese”: la sola cosa che stesse a cuore a Stalin erano gli interessi sovietici, non certo quelli ideologici. Su questo sfondo ci furono da parte sovietica iniziative e mosse che sorpresero noi stessi, e che sarà ben ricordare”.

  L’AUTORE – Fernando Mezzetti è stato corrispondente da Mosca per "Il Giornale". È autore di numerosi saggi su Unione Sovietica, Cina e Giappone. Oggi è editorialista e attento osservatore politico internazionale..
  INDICE DELL’OPERA – Vita di un diplomatico irregolare, di Sergio Romano – Saggio introduttivo, di Fernando Mezzetti – Note – Fascio e martello – Indice dei nomi