Le metamorfosi di Israele
Vittorio Dan Segre
Utet, pagg.222, Euro 18,00
 
IL LIBRO - Per milleduecento anni, in epoca biblica, ellenica e romana gli ebrei hanno lottato per difendere la loro sovranità politica, ispirata dal monoteismo morale mosaico. Hanno sviluppato una società a vocazione sacra e istituzionalizzato i valori di un monoteismo elitistico. Paradossalmente, gli ebrei sono rimasti idolatri e amorali come altri popoli nella condotta politica. Questa dicotomia, costantemente denunciata dai Profeti del Vecchio Testamento, nasce dall’incapacità di onorare l’ingiunzione biblica di “non aver parte” nel gioco delle nazioni. Dilemma che il popolo ebraico deve affrontare di nuovo con la ritrovata sovranità dopo diciannove secoli di dispersione e assimilazione, imposta o ricercata. La questione della moralità politica – presente in tutte le correnti nel movimento sionista – si ripropone a Israele con la rinnovata forza dovuta allo scontro con il Popolo palestinese, alla trasformazione dello stato in potenza economico-militare ed in maggiore comunità israelita del mondo oltre che in punto di appassionata attenzione dell’opinione pubblica internazionale. Il confronto quotidiano di un popolo e di uno stato che si vuole al tempo stesso “diverso” e “simile” agli altri è visto in questo libro come la fonte delle sue molteplici, contraddittorie crisi di identità. Ricalcando le tappe dell’evoluzione storica Vittorio Dan Segre esamina le metamorfosi di Israele e le potenziali risposte che uno stato ebraico potrebbe dare alle sfide del “paganesimo” politico e culturale contemporaneo.
 
  DAL TESTO - "La tesi biblica è chiara: gli ebrei devono "praticare la sacralità", essere un popolo santo se vogliono essere il popolo di Dio. Questa schematica presentazione dell'ebraismo (religione che non ha molta simpatia per la teologia) implica due concetti politici che ci interessano in modo particolare. Il primo è contenuto in un famoso passaggio della Bibbia (Esodo, 19:6) e ripreso altrove, definisce il carattere collettivo particolare di Israele con la frase: "Sarete per Me un regno di sacerdoti e un popolo sacro". Il secondo concetto concerne la collocazione di questo popolo nel sistema politico internazionale: "E non avrete parte fra le nazioni" (Numeri, 23:9)".
 
  L'AUTORE - Vittorio Dan Segre è nato a Rivoli torinese nel 1922: una vita spesa nella diplomazia e nell’insegnamento universitario in Israele, in Europa e negli Stati Uniti. Fondatore dell’Istituto di Studi Mediterranei all’Università della Svizzera Italiana, a Lugano, di cui è presidente, collabora con quotidiani e TV italiani ed esteri. Con Indro Montanelli ha partecipato alla creazione de “Il Giornale” sulle cui pagine continua a seguire gli avvenimenti del Medio Oriente. Autore di "Storia di un ebreo fortunato" (2000) e "La Guerra Privata del Tenente Guillet" (1993), ha pubblicato inoltre "Il poligono Medio Orientale" (1994) e "Il Bottone di Molotov" (2004).
 
  INDICE DELL'OPERA - Introduzione - Parte prima: Mutamenti di identità - Capitolo primo: Caratteristiche dell'identità ebraica - Capitolo secondo: Legittimità e legalità dei nuovi Stati mediorientali - Capitolo terzo: Dal ghetto allo Stato - Capitolo quarto: Gli equivoci dell'identità - Parte seconda: L'evolversi dei fatti - Capitolo quinto: Le guerre costruttive di Israele - Capitolo sesto: Le guerre distruttive di Israele - Capitolo settimo: Le guerre distruttive di Israele: Intifada al Aqsa e la metamorfosi di Ariel Sharon - Capitolo ottavo: Lo Stato, la società globalizzata e il conflitto palestinese - Capitolo nono: Dalla guerra al terrorismo a quella con gli Stati terroristi - Epilogo: Quo vadis Israel? - Cartine - Indice dei nomi