Ascesa e caduta del bushismo. Dalla vittoria elettorale alla crisi iraniana
Stefano Rizzo
Ediesse, pagg.359, Euro 15,00
 
IL LIBRO - Il 3 novembre 2004 gli americani consegnarono al partito repubblicano una delle maggiori vittorie della sua storia. George W. Bush, che nel dicembre 2000 aveva ottenuto la presidenza grazie ad una sentenza della Corte suprema, la riconfermava con un vantaggio di tre milioni di voti. Oggi questo patrimonio di consensi sembra dilapidato. Un’impressionante sequenza di scandali, di insuccessi e di gaffe ha portato la popolarità del presidente ad uno dei punti più bassi di tutti i tempi. La guerra all'Iraq continua ad andare male e il paese è percorso da una spietata guerra civile. In patria la borsa tira, ma il debito pubblico aumenta e sempre più persone sono povere, prive di assistenza sanitaria e di pensione. L’inefficienza e l’insensibilità mostrate dal governo in occasione dell’uragano Katrina hanno scosso l’opinione pubblica quanto gli scandali finanziari e gli episodi di corruzione che hanno investito i principali leader del partito repubblicano. Le menzogne sulle armi di distruzione di massa, le notizie di torture e di carceri segrete americane sparse per il mondo hanno minato la credibilità del presidente davanti al suo elettorato.
 
  DAL TESTO - «Cos'è il bushismo? Non è una ideologia né una dottrina politica come tante che si sono succedute, come il comunismo, il socialismo, il liberalismo. Non designa un corpus di massime né un programma politico dotato di una qualche coerenza, come il “reaganismo” o il “tatcherismo” (in questo è simile a un altro "ismo" dei nostri giorni, il "berlusconismo"). E’ essenzialmente un’alleanza aperta tra gruppi di pressione e di interessi diversi, qualche volta anche in contraddizione tra loro, tenuti insieme in vista del conseguimento del successo elettorale».
 
  L'AUTORE - Stefano Rizzo, americanista e consigliere parlamentare della Camera dei deputati, racconta la storia della curva discendente del secondo governo Bush, ne ripercorre i momenti salienti e gli episodi critici, analizza le ragioni delle singole sconfitte. È vissuto a lungo negli Stati Uniti. Ha insegnato letteratura americana all’Università di Roma e ha lavorato per anni come traduttore (tra gli altri: Bob Dylan, Hemingway, McLuhan). Ha pubblicato due volumi di narrativa ('Variazioni', Rubbettino, 1998; 'Mohammed', Mesogea, 2003) e un volume di saggi ('Note sulla felicità e la filosofia', Aracne, 2004).
 
  INDICE DELL'OPERA - Prefazione, di Rita di Leo - 1. La vittoria elettorale - 2. Lotta al terrorismo e sicurezza - 3. Torture e prigioni segrete - 4. Guerra! - 5. La diplomazia dell'impero - 6. Catastrofi e altri scandali - 7. Ascesa e caduta del bushismo - 8. Storie americane - 9. Eroi, vittime e carnefici - Indice dei nomi