Aurora
Stefano Pasini
Editrice Compositori, pagg.672, Euro 18,00
 
IL LIBRO – 1943. In Europa infuria la seconda guerra mondiale. Il primo ministro inglese Winston Churchill perde la vita in un attentato ordito dai nazionalsocialisti, e non molto tempo dopo la stessa sorte tocca, in oscure circostanze, ad Adolf Hitler. Con la presa di potere da parte del nuovo Führer, Reinhard Heydrich, sembra possibile una distensione nei rapporti tra Germania e Gran Bretagna. Ma la realtà è ben diversa. Qualcuno vuole la morte di Michael Straub, fidato braccio destro di Heydrich e responsabile dei servizi di sicurezza: ben presto, egli viene a trovarsi al centro di un complotto molto più vasto di quanto possa immaginare, mentre si vanno tirando le fila di una misteriosa operazione, Aurora, il cui esito potrebbe avere ripercussioni sulla guerra. Un originale thriller  fantastorico che riserva al lettore molte sorprese.
 
  DAL TESTO – "Giorno dopo giorno, il lavoro andava avanti, ma il peso sullo stomaco di Straub non calava. La sua mente iniziava a essere invasa dai suoi fantasmi, i ricordi di un anno difficile e di una felicità troppo breve e troppo presto perduta lo stavano opprimendo in una maniera tale da renderlo molto spesso folle di rabbia, anche se tutti i suoi sforzi per mantenere una faccia pubblica assolutamente distaccata e serena avevano fino a quel momento avuto un buon successo. I momenti veramente difficili erano quelli della sera, quando si ritrovava solo nel grande appartamento che Heydrich gli aveva riservato all’atto del matrimonio e che ora si trovava a vivere da solo, un appartamento che gli ricordava troppo Ilse e che per lui non aveva più molto senso. Tutto quello che poteva fare era tentare di leggere, forse scrivere, magari ubriacarsi. Nient’altro. In quelle serate, lo riassalivano soprattutto i ricordi più tremendi, alla sua mente si affacciavano le scene che non avrebbe mai più voluto vedere né ricordare. Spesso era un affollarsi di fantasmi, cupi, lugubri; altre volte erano le immagini felici della sua infanzia, della sua adolescenza, dei pochi giorni passati con Ilse. Il suo sorriso, la sua quieta gentilezza. In quei momenti, gli veniva da piangere, ma non ci riusciva quasi mai, e gli nasceva dentro un magone che si portava dietro per lunghe notti insonni. La mattina dopo tornava in ufficio ancora più stanco, ancora più insofferente, a esaminare rapporti stupidi e inutili, perché tanto anche dopo averli elaborati nessuno avrebbe mai considerato le soluzioni che avrebbe potuto proporre. Era tanto depresso che evitò persino di andare a fare gli auguri di compleanno a Heydrich, che martedì 7 marzo aveva compiuto quarant’anni".
 
  L’AUTORE – Stefano Pasini è nato a Bologna nel 1957. Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Oculistica, è appassionato di storia militare. Sposato con Anna, ha pubblicato più di venticinque libri di automobilismo, in particolare su Porche e Lamborghini. Per Editrice Compositori ha pubblicato, nel 1998, il suo primo romanzo storico, “The Night watch”.