Il Popolo al Potere
Costanzo Preve
Arianna Editrice, pagg.209, Euro 12,95
 
IL LIBRO - Una discussione proficua sul tema della democrazia richiede quello che gli psicologi chiamano riorientamento gestaltico. Se si passa infatti dal punto di vista statico del “potere del popolo” al punto di vista dinamico del “processo che porta il popolo al potere” si vedranno molte cose nuove ed impreviste. Questo saggio cerca di favorire nel lettore questo riorientamento della percezione della forma della democrazia.
  Il concetto di democrazia oscilla strutturalmente fra un metodo di gestione pubblica pacifica del conflitto sociale e uno stato di prevalenza del demos, inteso come la parte maggioritaria e più sfavorita della popolazione. Questo saggio analizza questa ambivalenza storica dai greci alle grandi rivoluzioni moderne fino alle vicende di ascesa e dissoluzione del comunismo storico novecentesco. Il tema della democrazia implica però anche un aspetto filosofico, dai processi giudiziari “maggioritari” che condannarono a morte Socrate e Gesù di Nazareth fino alla questione della dicotomia relativismo/universalismo, dal tema della natura umana fino alle concezioni politiche dell’individualismo e del comunitarismo, quindi sui temi della modernità e della post-modernità. La presente epoca della globalizzazione porta necessariamente a far “incrociare” la discussione sulla democrazia con questioni come gli apparati informativi ed educativi, con l’occidentalizzazione imperiale e con l’ecologia. Il problema della democrazia racchiude quindi l’insieme dei problemi del mondo che ci circonda.
  La conclusione, sia pur cautamente provvisoria, è però chiara ed esplicita: nel momento attuale non viviamo in una democrazia degna di questo nome, perché mancano i presupposti di sovranità, autodeterminazione e partecipazione che il concetto di “potere del popolo” comporta; la democrazia resta però qualcosa di auspicabile, di possibile e di necessario, ed è la migliore forma politica concepibile per la gestione degli aspetti politici della comunità, sia locale che mondiale.
 
  DAL TESTO - "Il potere del popolo, o meglio il popolo al potere, presuppone un insieme di cittadini consapevoli, informati e soprattutto sovrani del contenuto della propria decisione politica. Oggi il presunto "cittadino" è suddito di due imponenti forze di espropriazione: il gigantesco circo mediatico, il cui compito è appunto la disinformazione pianificata e programmata attraverso una peculiare tecnica di saturazione apparentemente "informativa" - si tratta di un vero e proprio mondo alla rovescia - e la presenza di mercati finanziari sottratti a qualsiasi sovranità statale e comunitaria. Circo mediatico e mercati finanziari contribuiscono a creare una sinergia patologica in cui i titolari della democrazia - che, [...] non sono i singoli cittadini intesi come atomi astratti di sovranità, bensì i cittadini come liberi membri volontari di una comunità - sono del tutto espropriati sia dalla conoscenza che dalla decisione. La conoscenza è espropriata dalla sapiente saturazione del "circo mediatico" - che solo gli illusi e i faziosi ritengono seriamente diviso in sinistra, centro e destra - mentre la decisione lo è dalla macchina, apparentemente anonima, fatale e impersonale, dei cosiddetti "mercati finanziari" (per cui le nazioni diventano aziende, e la nazione italiana diventa "Azienda Italia")".
 
  L'AUTORE - Costanzo Preve (1943), noto filosofo, ha studiato scienze politiche, filosofia e neoellenistica nelle università di Torino, Parigi ed Atene. Insegnante per trentacinque anni (1967-2002) nella scuola secondaria superiore italiana, è autore di numerosi volumi ed articoli di argomento filosofico, storico e politico, pubblicati sia in Italia che all’estero. È uno dei massimi esperti europei della filosofia di Karl Marx e dei suoi successori ma, al di là della sua specializzazione, un filosofo nel senso socratico e illuminista, cioè con un amore vero per il dialogo, per la ragionevolezza e la chiarezza, e nessun disprezzo verso chi non ne condivide le idee. Avrebbe tutte le carte in regola per diventare un intellettuale, un ruolo che ha però sempre rifiutato, preferendo le cattive compagnie ai salotti. Con il risultato paradossale che una persona dal carattere estremamente moderato e gentile viene continuamente etichettato con definizioni come "l'eminenza grigia dell'antiamericanismo" o "l'ideologo dei terroristi". Ultimamente è tra gli animatori della rivolta anti TAV.
 
  INDICE DELL'OPERA - Prefazione, di Giuseppe Giaccio - Premessa - Introduzione - Democrazia e storia. Riflessioni su una vicenda bimillenaria - Democrazia e filosofia. Riflessioni su una vicenda bimillenaria - La democrazia nell'epoca della globalizzazione