Perché parliamo inglese se siamo italiani?
Corrado Rizza
Lampi di Stampa, pagg.143, Euro 13,00
 
IL LIBRO - Attraverso centinaia di frasi, ascoltate, lette e raccolte dall'autore, si evidenzia come nell'uso quotidiano della lingua italiana siano entrati in maniera prepotente e violenta una serie di vocaboli inglesi, a volte impiegati in maniera eccessiva. Certo, per dire computer è molto più semplice usare il termine anglosassone, ma usare "brainstorming" per raccontare che si è tenuta una riunione creativa.... è davvero un po' troppo! E poi: trendy, cool, fashion, must, tutti termini che manderebbero in "tilt" i nostri più colti antenati! L'autore si è divertito a riproporre le stesse frasi usando termini della nostra lingua madre, dimostrando che molto spesso l'uso di certi vocaboli è più un vezzo che una reale esigenza linguistica. Intervista a Andrea Pellizzari, alias Mr Brown, e a Tommaso Zanello, alias Piotta.
  DAL TESTO – "Ho cominciato a raccogliere espressioni contenute in relazioni, nella posta elettronica o nelle semplici conversazioni. Così ho avuto l'impressione che, tutto sommato, dietro la dilagante anglomania, molte persone cercano solo di coprire le enormi 'lagune', tanto per prenderci un po' in giro, nella conoscenza della nostra lingua e cercano di riempire questo “gap” con i prestiti lessicali. Il resto lo fa la moda, l'imitazione di un atteggiamento ritenuto “cool”, come si usa dire. Dai contesti lavorativi fino a quelli più informali, tutti oramai abusiamo di questa abitudine esterofila, rasentando però spesso il ridicolo: che senso ha parlare di “brainstorming”, solo per fare un esempio, quando potremmo tranquillamente parlare di riunione creativa? Partendo da queste riflessioni mi sono divertito a mettere insieme questo libro con l'intento di sottolineare un vezzo, il ricorrere a tic linguistici di derivazione straniera in maniera esagerata per conversazioni tra italiani".

  L’AUTORE – Corrado Rizza, nato a Roma il 4 agosto 1971, è stato "disc jockey" negli anni Ottanta nelle maggiori discoteche italiane: Hysteria, Gilda, Joy, Il Miraggio, Le Indie. In qualità di autore musicale ha firmato la colonna sonora dei film “Verso Sud” di Pasquale Pozzessere e “Anche i commercialisti hanno un’anima” di Maurizio Ponzi; sempre nella veste di compositore e produttore ha realizzato diversi successi di musica dance, presenti in numerose classiche di vendita internazionali. Oggi svolge l’attività di discografico alla Universo di Roma e privata e collettiva. Con 'Lampi di Stampi' ha pubblicato “Beatles dolce vita” in collaborazione con Guido Michelone e Gabriele Quartero.
  INDICE DELL’OPERA – Nota del curatore, di Guido Michelone – Prefazione, di Giorgio De Rienzo – Introduzione, di Corrado Rizza – Intervista esclusiva a Andrea Pellizzari, alias “Mr Brown” – Intervista esclusiva a Tommaso Zanello, alias Piotta – Frasi famose – Attenzione questi sono marchi, non parole… - …e questi verbi sono italiani? – Negli anni ’60 si parlava così… - Negli anni ’70 si parlava così… - Negli anni ’80-90 si parlava così… - E con gli anni 2000 – Il gioco inizia a farsi duro… - Istruzioni – Nello sport: grado di difficoltà 2 – In vacanza: grado di difficoltà 3 - In aeroporto: grado di difficoltà 3 – A tavola: grado di difficoltà 3 – Tra amici: grado di difficoltà 4 – Nelle musica: grado di difficoltà 5 - SOS: grado di difficoltà 6 – Nella moda: grado di difficoltà 7 – Internet e dintorni: grado di difficoltà 8 e ½ - In ufficio: grado di difficoltà 9 – Nella pubblicità: grado di difficoltà 9 – Caro @mico ti scrivo… via email: grado di difficoltà 10 e lode. A voi la traduzione! – Postfazione, di Guido Michelone: “Quando il Pc era il partito comunista" – Allegato, di Luca Nicotra: “Dove va la lingua italiana” – Ringraziamenti