Racconto segreto - Diario 1944-1945
Pierre Drieu La Rochelle
SE, pagg.144, Euro 17,00
 
IL LIBRO - Questo libro raccoglie tre testi. Il primo è un trattato sul suicidio, un pensiero da cui Pierre Drieu La Rochelle (1893-1945) era ossessionato, e vi si narrano i suoi vari tentativi di darsi la morte. Il secondo testo è un diario che l'Autore tenne dall'11 ottobre 1944 al 13 marzo 1945, ossia fino a tre giorni prima di togliersi la vita. Il terzo testo è un breve frammento in cui lo scrittore traccia un rapido riassunto della propria evoluzione politica, tra la guerra del 1914-1918 e quella del 1940-1945. Gli scritti autobiografici di "Racconto segreto" costituiscono dunque un importante documento su un'epoca, su un uomo e su una particolare sensibilità.
 
  DAL TESTO - "Dandomi la morte non  credevo assolutamente di contraddire l’idea dell’immortalità che ho sempre avuto in me. Anzi, ero attratto così violentemente dal suicidio proprio perché credevo nell’immortalità. Ero convinto che ciò che chiamiamo morte fosse semplicemente la soglia al di là della quale continua la vita, o almeno qualcosa che ne è l’essenza.” ”Nonostante le statistiche, che indicano una percentuale molto bassa di suicidi, ma che per il fatto stesso di raggrupparli li banalizzano e conferiscono loro una patina di banalità, il suicidio continua ad avere per alcuni un carattere di tale rarità da renderlo singolarmente pregiato.”
  ”Ho sbagliato pesantemente ma ho voluto sbagliare, ho voluto correre il rischio di sbagliare perché sentivo ripugnanza nei confronti del comunismo…credevo che il fascismo, sotto la pressione della guerra, si sarebbe trasformato da semi-socialismo in vero socialismo…”
 
  L'AUTORE - Cresciuto  in una famiglia della piccola  borghesia segnata dalle liti dei genitori  e da problemi economici, Drieu La Rochelle espresse, in "Mesure de la France" (1922), lo smarrimento dei giovani francesi nel periodo successivo alla prima guerra mondiale, nella quale fu ferito tre volte; ne "La comèdie de Charleroi" (1934), la sua evocazione di quel grande  massacro e l'estrinsecazione della sua difficoltà a trovarvi  un senso, richiamano  le interrogazioni di Céline nel "Viaggio al termine della notte".
  Legato a Louis Aragon, Drieu La Rochelle aderì inizialmente  al movimento dada, non riuscendo ad integrarvisi. Fu affascinato  dall'azione, movenza interiore  che tratteggiò  ne  "L'uomo pieno di donne" (1925) e in "Gilles" (1939), resoconto delle sue avventure amorose dove tuttavia si assegna un ruolo maldestro, quello di un don Giovanni di debole carattere.
  La Rochelle condivide per molti tratti aspetti interiori che lo accomunano a personaggi-limite, Céline, Brasillach,  che occuparono la scena della Francia e dell’Europa nel periodo tra le due guerre.
  Spirito  tormentato, ossessionato dal suicidio (vedi "Fuoco fatuo", 1931), ebbe idee  politiche molto fluttuanti.  Nel 1917, fu attratto dal comunismo, quindi si mostrò favorevole ad un'Europa forte ("Le Jeune Européen", 1927 ; "Genève ou Moscou", 1928 ), saggi in cui viene  denunciata la decadenza materialista della democrazia, pur criticando la dottrina hitleriana ("L'Europe contre les patries", 1931). Poco a poco, tuttavia, soprattutto a seguito delle sommosse del 6 febbraio 1934 e di un viaggio effettuato nella Germania nazionalsocialista nello stesso periodo, si avvicinò al Fascismo, nel quale ravvisava un rimedio contro la disperazione e la mediocrità. È di questi anni il  libro dal titolo significativo: "Socialisme fasciste" (1934).
  Attratto  dalla personalità di Doriot, dopo che quest'ultimo aveva rotto col partito comunista, Drieu La Rochelle aderì alla Partito  popolare francese e pubblicò "Avec Doriot, plaidoyer pour un fascisme à la française" (1937),  ("Con Doriot, difesa di un fascismo alla francese") ossia distinto da quello di Mussolini e di Hitler.  Tuttavia, Drieu fu deluso dall’avvicinamento di Doriot all'Italia fascista e alla Germania nazionalsocialista, e ruppe con lui fin dal 1938. Finirà tuttavia a sua volta per aderire apertamente al nazionalsocialismo, pubblicando  una serie di libri di militanza politica in difesa dell’abbracciata ideologia: "Ne plus attendre" (1941); "Notes pour comprendre le siècle" (1941); "Chronique politique" (1943); "Le Français d'Europe" (1944).
  Direttore de la "Nouvelle Revue française" (la rivista delle edizioni Gallimard, punto di riferimento dell’establishment letterario francese) sotto l'occupazione, ottenne la liberazione di Jean Paulhan, allora nelle mani della Gestapo (1941). Successivamente, la NRF assunse toni nettamente filonazionalsocialisti. E durante l’occupazione nazionalsocialista della Francia Drieu La Rochelle si avvicinò a  Otto Abetz, al quale propose di creare un partito filonazionalsocialista. Scrisse anche articoli  filotedeschi su "Le Figaro" ed in "Je suis partout", cercando tuttavia, difronte ai miasmi della politica,  salvezza nella letteratura. In questo periodo pubblica "L'uomo a cavallo" (1943) e "I  cani di paglia" (1944).
  Il 15 marzo 1945 si suicidò.
  La sua opera, testimonianza del disagio di un'intera generazione, è stata completata dalla pubblicazione postuma di alcuni scritti ("Racconto segreto", composto appena prima del suo suicidio e pubblicato nel 1948; "Exorde", 1961; "Memorie di Dick Raspe", 1966) e dal suo "Diario 1944 –1945", più volte pubblicato anche in Italia.
 
  INDICE DELL'OPERA - Racconto segreto - Diario 1944-1945 - Esordio - Appunti - Il sangue e l'inchiostro, di Paul Renard - Nota biografica - Appendice iconografica