Sopravvissuti e dimenticati
Marco Girardo
Paoline Editoriale Libri, pagg.160, Euro 11,00
 
IL LIBRO - Tra il 1943 e il 1945, migliaia di persone - non solo italiane - sono sprofondate nel ventre duro del Carso. Le foibe, fino ad allora solo aspre doline con un inghiottitoio sul fondo, sono diventate cimiteri senza cielo. Negli anni successivi, in seguito all'assegnazione dell'Istria e della Dalmazia alla Jugoslavia, trecentomila abitanti di quelle regioni, quasi tutti italiani, hanno dovuto abbandonare casa e terra per non rimettervi mai più piede. La vicenda delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata del secondo dopoguerra sono ferite dell'anima collettiva alle quali la memoria non ha saputo riservare quell'attenzione capace di curare i segni del tempo. Il racconto di chi ha vissuto tali esperienze in prima persona può tuttavia aiutare a illuminare stanze meno frequentate dalla ricerca storica. Nelle pagine di questo libro, Graziano Udovisi, l'unico sopravvissuto alle foibe che sia ancora in vita, a distanza di sessant'anni rievoca con impressionante dovizia di particolari quelle ore in cui la morte vicinissima gli fu miracolosamente risparmiata.
  Quindi Piero Tarticchio, esule di Gallesano, che ha perso il padre e altri parenti in una foiba, racconta come in ogni istante della sua vita debba fare i conti "con quel vuoto e con l'esilio", trovando nella pittura e nella scrittura un aiuto a stemperare un carico emotivo debordante.
  Infine, la testimonianza di Natasa Nemec, una storica slovena di Nova Gorica, che da anni conduce ricerche sui caduti nelle foibe, sfidando in molti casi la diffidenza di colleghi e connazionali. Tre sguardi diversi, tre esperienze convergenti che si intrecciano per contribuire a ricomporre un frammento di storia troppo spesso dimenticato.
 
  DAL LIBRO – “Chi ritiene che il numero degli infoibati sia stato elevatissirno, circa ventimila vittime, non si basa su elenchi di nomi ma su valutazioni statistiche dei dispersi. [...] Nel calcolare il numero delle vittime, quindi, si è proceduto con un alto grado di approssimazione. Il lavoro di recupero e di conta degli infoibati, peraltro, è stato reso arduo sia dal disinteresse italiano sia dagli ostacoli frapposti dal governo jugoslavo prima, e da quelli sloveno e croato poi. A ciò si è aggiunta la difficoltà oggettiva di recuperare i cadaveri da cavità naturali la cui imboccatura spesso era stata demolita con l'esplosivo.
  "All'epoca, sindaco di Trieste era un istriano di Rovigno, Gianni Bartoli, che ben conosceva la storia della sua terra. Nei suoi scritti - come in una manciata di documenti compilati dai servizi segreti anglo-americani - si fa genericamente riferimento a "molte migliaia di persone gettate nelle foibe locali". Ma entrambi prendevano in considerazione la sola città di Trieste e le zone limitrofe. Non includendo dunque il resto della Venezia Giulia, dell'Istria - dove si è registrata la maggioranza dei casi - e della Dalmazia. In queste memorie, tuttavia, non compaiono indagini o indicazioni precise”.
 
  L’AUTORE - Marco Girardo, giornalista dell’Avvenire, vive a Milano, formazione classica a Ronchi dei Legionari, ha cercato di capire e di far capire raccontando tre vicende con stile letterario, sottraendo spazio alla mera testimonianza per sviluppare la sfera delle emozioni.
 
  INDICE DELL’OPERA – Introduzione – I. Terre contese - II. Sopravvissuto – III. Vivere Altrove – IV. Le fatiche della memoria - Appendici – Riferimenti bibliografici