La guerra per la Palestina.
Riscrivere la storia del 1948
A cura di Avi Shlaim e Eugene L. Rogan
Casa Editrice Il Ponte, pagg.256, Euro 25,00
 
IL LIBRO - Nessun altro evento ha segnato così profondamente la politica araba nella seconda metà del ventesimo secolo. Le guerre arabo-israeliane, la guerra fredda in Medio Oriente, l'avvento della lotta armata palestinese e le politiche di pacificazione, in tutta la loro complessità, sono una conseguenza diretta della Guerra per la Palestina.  
  Questo volume, dedicato alla memoria di Edward Said, riesamina il ruolo di tutti gli attori che hanno preso parte alla guerra sulla base di fonti di archivio, ove queste esistano, e di nuovo materiale che è entrato a far parte del dominio pubblico, come memorie e altre fonti primarie pubblicate. La raccolta mette insieme i principali nuovi storici israeliani e i più importanti esperti arabi e occidentali di storia del Medio Oriente per rileggere la guerra del 1948 dal punto di vista di ogni Stato coinvolto.
  "Il grande pregio di questo libro - riconosce Noam Chomsky - è la sua esplorazione delle intricate aspirazioni degli arabi e dei loro rapporti conflittuali. I problemi che hanno scatenato il conflitto, e che a sua volta il conflitto ha scatenato, risultano vivi, tragici e minacciosi. Comprendere il passato non può risolverli, ma può avere un grande valore nello sforzo per farlo".
 
  DAL TESTO – “In Medio Oriente il dovere di legittimare le azioni nazionali nella Guerra di Palestina, sia nelle aule della politica sia in quella scolastica, ha combinato storiografia e patriottismo in quella che si potrebbe ben definire “storia ufficiale”. Anche se per motivi del tutto diversi, questa invenzione politica della storia è comune sia a Israele sia agli Stati Arabi. I resoconti storici ufficiali arabi cercano di promuovere gli interessi dello Stato mobilitando i cittadini delusi dalla sconfitta degli eserciti nazionali e della perdita della Palestina araba, mentre la storiografia ufficiale israeliana tenta di riaffermare una sorta di evidente destino sionista riducendo contemporaneamente la propria responsabilità per le conseguenze negative della guerra. Tale pratica ha portato una recente generazione di studiosi critici a considerare le storiografie ufficiali sul 1948 come una fabbrica di miti”. 
 
  GLI AUTORI - Avi Shlaim è professore di relazioni internazionali all’Università di Oxford. E’ uno degli esponenti più importanti della nuova storiografia israeliana. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo “Il muro di ferro. Israele e il mondo arabo” (Casa editrice il Ponte, 2003). 
  Eugene L. Rogan è direttore del Middle East Center al St Anthony’s College di Oxford. Insegna storia moderna all’Università di Oxford. Tra  le sue pubblicazioni ricordiamo “Frontiers of the State in the Late Ottoman Empire” (1999).
 
  INDICE DELL’OPERA – Prefazione all’edizione italiana – Introduzione - I palestinesi e il 1948. Le cause di una sconfitta (Rashid Khalidi) - L'esodo palestinese del 1948 (Benny Morris) - I drusi e la nascita di Israele (Laila Parsone) - Israele e la coalizione araba del 1948 (Avi Shlaim) - La Giordania e il 1948. La persistenza di una storia ufficiale (Eugene L. Rogan) - L'Iraq e la guerra del 1948. Specchio del disordine iracheno (Charles Tripp) - L'Egitto e la guerra del 1948. Conflitto interno e ambizione regionale (Fawaz Gerges) - La Siria e la guerra di Palestina. Contro "il piano di una Grande Siria" di re 'Abdullah (Joshua Landis) – Postfazione - Le conseguenze del 1948 (Edward Said) – Bibliografia – Indice del volume