Il mio cammino di Santiago
Léon Degrelle
Novantico Editrice, pagg.120, Euro 18,00
 
IL LIBRO – Questo pellegrinaggio di Santiago appaga veramente tutto. La sete mistica, con tutta la sua proliferazione di miracoli, di chiese, di opere d'arte, che trasformano il reale in spirituale. L'epopea, con l'immensa leggenda di Carlomagno, collegato con il meraviglioso Divino, che affida a Dio, durante tutto il cammino, le sue gesta. Lo spirito cavalleresco, non solo per questo fatto, ma anche per altri dieci. Poichè questi racconti narrano gesta memorabili compiute da cavalieri europei in cammino verso Compostela, che, preceduti da un araldo, si affrontavano in tornei lungo tutta la strada. 

  DAL TESTO – “Il Cammino di San Giacomo è l'itinerario del viandante alla ricerca della mistica e della spiritualità, per rafforzare la fede vera e profonda. Alito d'aria fresca che purifica l'anima e rinvigorisce il corpo. Sfida, sacrificio e gioia. Domanda e scoperta. Léon Degrelle, con altruismo e nobiltà, lo intraprende in solitudine nel 1951, e ci ha lasciato una testimonianza di questa avventura interiore nel suo “Racconto di Pellegrino”. Segue fedelmente i passi degli antenati, di quei cavalieri erranti della cristianità che un giorno, e per secoli, intrepidi e sognatori, poeti e pellegrini, con il loro bastone e la conchiglia, si mettevano in cammino attratti da un ideale. E' una via iniziatica, del Graal, dove le prove si susseguono, la fatica aumenta e l'arte si fonde e sublima in roccia viva, eloquente, a volte enigmatica e inquietante, sempre misteriosa e allegorica. I passi vanno verso l’occidente, verso i confini della terra, verso il sepolcro della fede. Si abbandona il quotidiano per penetrare nell’ignoto, dove montagne e valli, sponde e insenature, brughiere e altopiani, colline e picchi, si aprono ai nostri soliloqui, in un intimo incontro con la nostra fantasia e la nostra nostalgia, in un anelito di volontà e di coraggio”. 

  L’AUTORE – Nato da una famiglia di origine francese espatriata nel 1901, dopo l’espulsione dei gesuiti di Francia, Léon Degrelle frequentò la scuola al Collegio di Notre Dame de la Paix a Namur (Belgio). Durante il periodo degli studi a Loviano (1927 – 1930) inizia ad occuparsi di giornalismo (L’Avant Garde), di letteratura e di poesia. Nel 1929 diventa redattore capo del quotidiano "Il XX Secolo" di Bruxelles. Viaggia in Italia, conosce il Fascismo e l’Azione Cattolica. Vive qualche tempo in Messico, clandestino, in mezzo ai partigiani cattolici, i "Cristeros". Tornato nel 1931 dirige l’Azione Cattolica belga e poi, nel 1935, fonda il movimento Rex. Come nella maggior parte degli Stati europei, negli anni tra i due conflitti mondiali, la democrazia parlamentare fu messa in causa da molti settori politici perché non riusciva a risolvere lo stato di crisi del Belgio. Dentro al partito cattolico i tentativi di rinnovamento si diversificarono in varie direzioni: la decristianizzazione voluta da Picard cercava di raccogliere simpatie a sinistra, mentre l’altra corrente, di carattere borghese, seguiva una linea politica filo – francese e antitedesca. Solo Degrelle riuscì a superare questa crisi grazie alla sua figura di leader, oratore, giornalista, poeta, deputato e soldato. Appoggiò in pieno la causa Nazionalsocialista, tanto che decise di partire con un gruppo di volontari per il fronte dell’Est l’8 agosto 1941 come soldato semplice. Tra il ’41 ed il ’43 combattè sul Caucaso, conquistando i gradi sul campo di battaglia fino a diventare un comandante della Waffen SS. Continuò la sua scalata nella scuola di Bad Tolz. Tornato in Russia, si distinse nel rompere l’accerchiamento sovietico a Tcherkassy. Fu convocato da Hitler che lo designò Cavaliere della Croce di ferro, rendendolo popolarissimo anche in Germania. A guerra ormai perduta riuscì rocambolescamente a raggiungere le coste spagnole dove iniziò il suo dopoguerra fra alti e bassi finanziari, ma sempre fermo nella sua fede. Finita la guerra, si rifugia a Malaga (in Belgio era stato condannato a morte, stessa sorte dei nostri combattenti della Rsi) dove muore nel 1994.