Islam: prove tecniche di democrazia (Imperi n.8/2006)
Nuove Idee, pagg.188, Euro 22,90
 
E' da poco uscito l'ottavo numero di "Imperi", la rivista quadrimestrale di Geopolitica e globalizzazione diretta da Aldo Di Lello. Come sempre assai interessante e ricco di spunti e analisi, questo numero contiene un ampio dossier dedicato all'Islam.
  "Le prove tecniche di democrazia nell'Islam - si legge nell'Editoriale firmato dal Direttore - non consistono solo nell'esperienza delle costituzioni e delle libere elezioni. La partita forse più importante riguarda la formazione di un'opinione pubblica libera e di un ceto medio dinamico".
  Cristiano Tinazzi prende in esame la questione dei mezzi di comunicazione nel mondo arabo-islamico, con particolare attenzione ad Al Jazeera, la prima tv araba che ha rotto il monopolio dei governi sull'informazione. "La lotta per il controllo dell'informazione - osserva Tinazzi - è determinante per fare passare determinati messaggi nel mondo arabo e, evidentemente, chi non è allineato sulle posizioni israelo-americane non può avere il diritto alla libertà di espressione. Piuttosto che il monopolio di pochi gruppi, è importante che nel mondo dell'informazione esistano posizioni di multipolarità. E questo vale anche per i Paesi occidentali".
  Molto interessante è il saggio di Massimo Amorosi  intitolato "La partita di Teheran per l'egemonia", dal quale si evince come il braccio di ferro ingaggiato dal regime iraniano sul nucleare debba essere interpretato come un tentativo di imporre un predominio politico e culturale sul mondo islamico. Secondo l'Autore, gli ayatollah mirano al recupero "per sé e per conto dell'Islam sciita" del ruolo "di guida del movimento rivoluzionario islamico perduto dalla fine degli anni novanta a vantaggio dell'ideologia radicale wahhabita di cui era depositaria l'organizzazione di al Qaeda. La perdita di terreno sofferta dall'Iran ha le sue origini nel periodo del lungo conflitto combattuto contro l'Iraq, allorché esso si era trovato al centro di un intreccio di "relazioni pericolose" culminate con l'affare Iran-Contra".
  Ai "mille volti dell'Islam" è invece dedicato il saggio di Andrea Marcigliano, nel quale si legge: "L'Islam è un fenomeno decisamente complesso. Tanto complesso che anche la convenzionale e tradizionale demarcazione tra Islam sunnita ed Islam sciita rischia di riuscire una semplificazione. Certo, sunniti e sciiti sono le due grandi "famiglie" in cui si è diviso - sanguinosamente - il mondo islamico subito dopo la scomparsa del Profeta. E sono due "famiglie" che agiscono ancora potentemente sulla realtà politica e geopolitica dell'Islam di oggi".
  Si segnalano, inoltre, le interviste al Gran Mufti di Damasco, Sheikh Ahmad Badr Al Din Hassoun, e all'intellettuale siriano Muhanad Farzat.