La tela di Penelope. Conflitto, crisi e riproduzione nel capitalismo
Gianfranco La Grassa
Editrice Petite Plaisance, pagg.144, Euro 10,00
 
IL LIBRO – “Penelope” non è certo un soggetto, né individuale né collettivo; è il modo di produzione capitalistico in quanto struttura di relazioni sociali che informa di sé la società moderna e che è fondata sul conflitto tra le diverse frazioni della classe dominante, costituita dagli agenti direttivi in quella particolare sfera sociale cui pertiene il compito della produzione e dello scambio. Il conflitto lacera in permanenza il tessuto della società, che tuttavia si riproduce pur tra squilibri e sproporzioni. La crisi è dunque sempre immanente in essa, anche se si manifesta apertamente solo in alcuni periodi cruciali dello sviluppo del capitalismo. Il testo prende le mosse dalle difficoltà in cui quest’ultimo, ormai rimondializzatosi, si trova attualmente. Dopo aver individuato due tipologie “classiche” che la crisi ha storicamente assunto, l’Autore fa una succinta esposizione delle principali teorie che si sono interessate a questo fenomeno. Successivamente, viene esaminata con speciale attenzione la rete delle interazioni prevalentemente conflittuali che lega tra loro quegli attori sociali decisivi denominati imprese, mettendone in luce il carattere non soltanto economico, ma precipuamente politico in quanto unità di strategie. Il testo vuol dimostrare come questa mossa teorica sposti completamente il punto di vista sulla crisi, evidenziandone i vari aspetti (economico, politico, ideologico-culturale, ecc.), la cui manifestazione è diversa in differenti fasi, ricorsive, dello sviluppo capitalistico. Il testo si conclude, tornando alla crisi attuale e al suo più generale inquadramento nella nuova epoca di conflittualità intercapitalistica a tutto campo, accennando ad alcuni possibili sbocchi della stessa, senza però “profetiche” certezze definitive e puramente catastrofiste.

  DAL TESTO – “Parlare di crisi quando ancora, nei paesi centrali del capitalismo, si è in fase di sviluppo, sia pure con ritmo decelerato, può sembrare una scommessa azzardata. Ed infatti, starei molto attento a interpretare con troppa foga la parte del profeta di sventure. Tuttavia, non vi è nulla che possa fare pensare alla possibilità di evitare una crescente situazione di disordine con pesanti riflessi anche al livello delle grandezze macroeconomiche. Ciò che mi sembra invece molto difficile è la predizione deterministica di quale sarà il tipo di crisi nella quale dovrebbero cadere le economie capitalistiche. Non bisogna dimenticare che pochi mesi, addirittura forse pochi giorni, prima dello scoppio violento della crisi nel 1929, vi era una incontrollabile euforia in tutti i mercati e in tutte le dichiarazioni dei responsabili economici e politici. Adesso al contrario, sia pure con ritardo, ottimismo e pessimismo si alternano, forse però con una certa prevalenza del secondo ultimamente; e l’essere in allarme può comunque facilitare quanto meno il tentativo di porre in atto delle contromisure. Anche così, tuttavia, non dimenticherei che, malgrado le chiacchiere sulle nuove capacità di controllo coordinato da parte di vari organismi internazionali (situazione considerata quindi profondamente diversa da quella del ’29), gli ultimi avvenimenti hanno dimostrato un crescente affanno degli organismi in questione nel prevedere e contenere l’esplosione delle cosiddette bolle speculative”. 

  L’AUTORE – Gianfranco La Grassa, già docente di Economia nelle Università di Pisa e Venezia. Studioso del pensiero marxista e di teoria della società capitalistica, ha pubblicato una trentina di volumi e centinaia di articoli in numerose riviste italiane e straniere.

  INDICE DELL’OPERA – 1. Preliminari - 2. Le tipologie “storico-empiriche” della crisi - 3. Le tipologie “teoriche” della crisi - 4. Ripensare la struttura del modo di produzione capitalistico per ripensare la crisi - 5. Ripensare la crisi in termini di mutamenti delle strutture sociali - 6. Crisi immanente e crisi effettiva - 7. Conclusioni: la situazione attuale