Oriente e Occidente
Julius Evola
Edizioni Mediterranee, pagg.208, Euro 15,49
 
IL LIBRO - L’interesse di Julius Evola per le dottrine orientali risale agli inizi della sua vita culturale. La conoscenza che egli ebbe delle filosofie e spiritualità giapponesi, cinesi, indiane non fu di certo superficiale e dilettantesca, ma approfondita grazie ad una intuitio intellectualis che gli consentiva di andare al fondo degli argomenti. La capacità che Julius Evola aveva di sintetizzare e comparare gli aspetti delle varie tradizioni occidentali ed orientali gli permetteva di individuare aspetti comuni e differenze esistenti fra loro, e spiegare agli uomini dei nostri giorni quanto ci fosse da apprendere da esse, senza considerarle una delle tante «mode» che imperversarono nei vari decenni del Novecento.
  Sicché fra il 1950 e il 1960 la sua competenza e originalità interpretativa venne consacrata con la collaborazione a East and West, l’organo dell’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO), fondato dall’orientalista e viaggiatore Giuseppe Tucci – che Evola conosceva sin dagli Anni Venti – e di cui era redattore capo Massimo Scaligero. Presigiosa e autorevole rivista internazionale di studi orientalistici, sulle sue pagine in quello stesso periodo scrissero Franz Altheim, Mircea Eliade, Alessandro Bausani, Lionello Lanciotti, Francesco Gabrieli, Pio Filippani-Ronconi.
  Nell’arco di un decennio Evola pubblicò quindici saggi e tre recensioni di libri, che in questo volume sono stati riuniti, oltre ad un altro contributo apparso negli Anni Quaranta quando la rivista si chiamava Asiatica. Con la sua scrittura profonda ma chiara, che spaziava oltre i limiti di una eccessiva specializzazione, Evola in quasi tutti i suoi inteventi effettuò una stringente comparazione sul modo in cui una indentica dottrina, o filosofia, o metodologia veniva interpretata in Occidente rispetto all’Oriente: il tantrismo, lo zen, il buddhismo, lo yoga, il Vedânta, le dottrine dello Svâdharma e dello Hara, e poi i rapporti fra l’Oriente le filosofie e i filosofi occidentali come Guénon, Eckhart, Shelling, l’esistenzialismo, e così via.
 
  DAL TESTO - "La dottrina del risveglio e dell'illuminazione, nucleo essenziale del Buddhismo, non ha niente di "religioso", perché è preminentemente di un carattere "iniziatico" o esoterico, e come tale è accessibile solo a pochi eletti: rappresenta pertanto non una "Via larga" aperta a tutti [...] ma quella di un sentiero "diretto e stretto" riservato a una minoranza. Tutto ciò viene già messo in chiaro con racconti del Canone che si riferiscono al primo momento della illuminazione del Buddha. Quando il principe Siddharta ebbe la rivelazione della verità e della via, del dhamma, decise, in un primo momento, di non diffonderla ritenendo che fosse inaccessibile alle masse, alle nature non nobili, immerse nel samsara. E da come la storia ci è raccontata sembrerebbe che, dalla mitica intercessione di certe divinità, il Buddha fosse indotto a mutar parere ed acconsentire alla fine a comunicare e ad annunciare la possibilità della Grande Liberazione, e il cammino da seguire per ottenerla".
 
  L'AUTORE - Julius Evola (Roma, 19 maggio 1898 - 11 giugno 1974), pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola, fu un pensatore italiano del XX secolo. Le sue posizioni, vicine al Fascismo e al Nazionalsocialismo, ne espressero una critica nella chiave del tradizionalismo. Mussolini, che ne apprezzò il lavoro, gli preferì in seguito Giovanni Gentile come teorico del Fascismo. Le sue critiche, da posizioni ancora più radicali, gli valsero in Italia la sospensione di alcune sue pubblicazioni e in Germania il sospetto delle gerarchie nazionalsocialiste. La complessità del suo pensiero gli procurò, anche dopo la fine della guerra, un grande seguito negli ambienti conservatori italiani ed europei, dai nostalgici del Fascismo fino a esponenti della destra più moderna.
 
  INDICE DELL'OPERA - Nota del Curatore (Gianfranco de Turris) - Uno sguardo a Oriente: Evola, Tucci e l'IsMEO, di Angelo Iacovella - 1. Il significato del Tantrismo per la moderna civiltà occidentale - 2. Gli impulsi liberatori dell'Oriente tradizionale - 3. La dottrina dello Svadharma e l'esistenzialismo - 4. René Guénon, Oriente e Occidente - 5. Oriente e Occidente. Il nodo gordiano - 6. Il diritto sulla propria vita in Oriente e in Occidente - 7. Lo Zen e l'Occidente - 8. Yoga, immortalità e libertà - 9. L'antico simbolismo erotico mediterraneo e orientale - 10. La virilità spirituale nel Buddhismo - 11. Sol Invictus. Incontri fra Oriente e Occidente nel mondo antico - 12. La teoria giapponese dello Hara e le sue corrispondenze in Oriente e in Occidente - 13 I "Misteri della Donna" in Oriente e in Occidente - 14. Sul problema dell'incontro delle religioni in Oriente e in Occidente - 15. Vedanta, Meister Eckhart, Schelling - Appendice I: Asiatica - Appendice II: Recensioni su 'East and West', 1955-1959 - Indice dei termini specialistici - Indice dei nomi