Passione e tragedia. La storia degli ebrei russi
Riccardo Calimani
Mondadori, pagg.422, Euro 20,00
 
IL LIBRO - La storia degli ebrei russi è stata, rispetto a quella delle altre comunità ebraiche presenti in Europa, la più ricca di sfumature, suggestioni e contraddizioni, in quanto caratterizzata da intense fiammate di partecipazione rivoluzionaria alla vita politica e culturale dalla quale abitualmente erano esclusi. Confinati negli innumerevoli villaggi della cosidetta "zona di residenza", una sorta di enorme ghetto a cielo aperto che si estendeva dall'Ucraina alla Lituania, gli ebrei vissero per secoli in condizione di sostanziale isolamento, con una propria lingua e una propria fede, fino a raggiungere, all'inizio del XX secolo, la considerevole cifra di 5 milioni di individui, pari al cinque per cento della popolazione.
  Di fronte al diffondersi dell'antiebraismo, cresciuto in seguito alla scoperta dei 'Protocolli dei Savi di Sion', gli ebrei non solo andarono a ingrossare le file dei maggiori gruppi politici d'opposizione, ma fondarono un proprio partito, il Bund, che per primo in Russia difese energicamente gli interessi e i diritti di larghe masse di diseredati.
  Poi si avverò la previsione di un cinico ministro zarista: un terzo degli ebrei russi emigrò in America, un terzo morì sui campi di battaglia della Grande Guerra e un terzo finì per assimilarsi, gettandosi nelle fauci del leone sovietico. Ben presto, infatti, le speranze di uguaglianza e superamento di ogni forma di discriminazione suscitate dalla Rivoluzione d'Ottobre, alla quale gli ebrei avevano dato un contributo imprescindibile e decisivo, si spensero tragicamente durante il lungo e fosco periodo del Terrore staliniano. Nella «patria del socialismo» il risultato fu beffardo e paradossale: nel secondo dopoguerra si scatenò la lotta contro il «cosmopolitismo» ebraico e venne proibita la pubblicazione del 'Libro nero'. Inoltre, dopo la caduta del Muro di Berlino, l'Unione Sovietica diventò il paese che fornì a Israele un grandissimo numero di immigrati.
  Proseguendo la sua ricerca sul mondo ebraico, Riccardo Calimani ripercorre le tappe fondamentali del tortuoso e, nei suoi risvolti più inquietanti, ancora poco noto itinerario degli ebrei in Russia e nell'Unione Sovietica, e rivisita il dibattito sulla questione ebraica in seno al marxismo, da Marx ed Engels a Kautsky e Lenin.
 
  DAL TESTO - "Eppure, tra il 1917 e il 1921 l'idea che ebrei e rivoluzione fossero sinonimi era diffusissima, tanto da estendersi al di là dei confini del Paese e attirare l'interessata attenzione di Henry Ford negli Stati Uniti e di Winston Churchill in Inghilterra. L'irruzione degli ebrei nella lotta politica e la loro partecipazione agli eccessi violenti di quel periodo sono una questione spinosa. In un primo momento i bolscevichi non avevano raccolto troppi consensi, ma dopo la loro vittoria molti ebrei salirono sul carro dei vincitori ed entrarono in gran numero nella Ceka: probabilmente l'adesione alla politica del nuovo potere fu incoraggiata da un desiderio di rivalsa nei confronti degli oppressori di ieri e dalla volontà di non perdere l'occasione per conquistare uno status sociale".
 
  L'AUTORE - Riccardo Calimani (Venezia 1946) si è laureato in ingegneria elettrotecnica all'Università di Padova e in filosofia della scienza all'Università di Venezia. Fra le sue opere principali, pubblicate da Mondadori: 'I destini e le avventure dell'intellettuale ebreo' (1996; Premio Tobagi), 'Gesù ebreo' (1998), 'Paolo' (1999), 'Storia del ghetto di Venezia' (2000; Premio Costantino Pavan), 'Ebrei e pregiudizio' (2000), 'Storia dell'ebreo errante' (2002), 'L'Inquisizione a Venezia' (2002) e 'Non è facile essere ebreo' (2004). Nel 1986 ha ottenuto il Premio cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel 1997 il Premio europeo per la cultura.
 
  INDICE DELL'OPERA - Prefazione - 1. Gli ebrei in russia dalle origini alla Rivoluzione d'Ottobre - 2. I Protocolli dei Savi di Sion - 3. Il'ja Erenburg: la fede rivoluzionaria - 4. Il Libro nero - 5. Il'ja Erenburg: l'ambigua sopravvivenza - 6. Stalin e gli ebrei (1917-1953) - 7. Isaak Babel': irrequietezza e dolore - 8. Vasilij Grossman: la perenne ricerca della verità - 9. Osip Mandel'stam: forza e debolezza della poesia - 10. Boris Pasternak: essere russo a ogni costo - 11. Marxismo e questione ebraica: Bruno Bauer, Karl Marx, Moses Hess, Friedrich Engels - 12. Marxismo e questione ebraica: il Bund, Otto Bauer, Nikolaj Lenin, Karl Kautsky - 13. Lev trockij: il sognatore appassionato - 14. La teoria marxista di Abram Léon sul popolo ebraico - Conclusione - Itinerario bibliografico - Bibliografia - Indice dei nomi