Persone potenziali e libertà
Fabio Bacchini
Baldini Castoldi Dalai Editore, pagg.360, Euro 18,00
 
IL LIBRO – Il fantasma dell’embrione, l’ombra dell’eugenica. Come sarebbe la nostra vita se i nostri figli del tutto ipotetici, non ancora concepiti, potessero apparirci per supplicarci di non lasciarli nell’irrealtà? «Papà, per favore, vai a conoscere nostra madre! Vedrai, la troverai simpatica! Se non fai uno sforzo, noi non esisteremo mai…». Bacchini parte da qui, da questo scenario quasi incredibile, per capire cosa significhi essere una persona potenziale. Non è una domanda da poco, dal momento che tutto il dibattito sullo statuto dell’embrione umano (e quindi sull’ammissibilità dell’aborto, delle tecniche di riproduzione assistita, della ricerca sulle cellule staminali embrionali) poggia in fondo su una verità ovvia ma misteriosa: «L’embrione è una persona potenziale!». Giusto. Ma che cosa ne segue? Le persone potenziali hanno forse diritto di diventare reali? Quello che il libro propone è un modo nuovo di fare bioetica, agile e coinvolgente, che obbedisce a due regole fondamentali. La prima è: la razionalità è sovrana. Il filosofo procede come un investigatore che, per approdare alle conclusioni corrette, deve imitare il limpido ragionamento di Sherlock Holmes. La seconda regola è: bisogna divertirsi. Cosa c’è di meglio, allora, della grande letteratura fantastica? Attraverso le pagine di Tolstòj, Hofmannsthal, Burgess, Calvino, Dick, Wells e dei più arditi romanzi di fantascienza, si possono mettere a punto esperimenti mentali sorprendenti, che ci portano a capire l’assurdità di tante posizioni etiche oggi imperanti. Nella seconda parte del libro si riflette sull’importanza della libertà procreativa. Lo Stato avrebbe il diritto di obbligarci a sposare il nostro partner ideale? Perché gli Stati Uniti, all’inizio del Novecento, vietavano i matrimoni tra negri e bianchi? Perché in Svezia si sterilizzavano le donne malate di mente? Chi era Francis Galton, il padre dell’eugenica? E come mai la sua idea ebbe tanto successo? Bacchini spiega perché, secondo lui, ogni tentativo centralizzato di controllare le scelte riproduttive dei cittadini sia moralmente condannabile. E ci avverte che questa pratica non è ancora del tutto debellata: ha soltanto cambiato faccia. Se ne trovano tracce a Singapore, dove il Governo offre crociere gratuite ai laureati single sperando che si sposino fra di loro. E anche qui da noi, in Italia. Dove? Per esempio nell’avversione per le biotecnologie, che rischia di essere l’eugenica del nostro tempo. «Se chiudo gli occhi, posso quasi vedere la mia vita futura al fianco di ogni donna che conosco, perfino di ogni donna che incrocio per strada. Il bello è che con ognuna di loro avrei figli diversi. Milioni o miliardi di figli, tutti miei, ma tutti soltanto possibili. La maggioranza non sarà mai reale. E allora mi chiedo: dove saranno adesso? Mi guardano? Stanno sperando che io li faccia esistere? E che differenza c’è fra questi figli potenziali e un piccolo embrione appena concepito?».

  DAL TESTO – “Non possiamo più sostenere la tesi che l’embrione è una persona attuale dicendo che è la fase di sviluppo a partire dalla quale la persona potenziale corrispondente non è più potenziale. Ma allora, con il supporto di quali altri argomenti possiamo ancora sostenerla? Certamente l’embrione è vivo (o, se preferite, “è vita”). Ma non basta affermare con verità che qualcosa sia vita per aver affermato con verità che esso sia una persona: anche il trifoglio, i ragni e i microbi sono vita, ma non sono persone. Altrettanto certamente l’embrione è vita “umana”: è vivo e, in più, appartiene alla specie umana. Ma esistono molte entità che sono vive e umane senza essere persone attuali: le labbra, gli stomaci, i polpacci, e le appendici vermiformi che i chirurgi recidono dal tratto cieco dell’intestino crasso”.  

  L’AUTORE – Fabio Bacchini (1971) insegna Epistemologia all’Università di Sassari, Facoltà di Architettura di Alghero. Ha pubblicato "La Mente Esiste" (Roma, 2000) e "Il diritto di non esistere" (Milano, 2002). Per Baldini Castoldi Dalai editore ha curato l’antologia di saggi teorici "Che cos’è l’amor" (2003). Scrive su «l’Unità» e su «La Rivista dei Libri». 

  INDICE DELL’OPERA – Introduzione – La donna senza ombra – Fanciullone, giovinette e vecchiettine – “Sicuramente nasco” – La vera lotta per la vita – Facce vuote, facce rivoltanti – Selezione procreativa – Campagna Nazionale per la Protezione della Stupidità – Genitori esattori – Londra, gennaio 1970 – Quei bambini allineati in attesa di nascere – “Purché questo idiota non si faccia venire un infarto” – Persone nelle ovaie – Fratello pollo, sorella pianta – Unico e irripetibile – La persona senza libertà – E’ l’uomo per me, fatto apposta per me – Come le cinture di sicurezza – Ma se io ho il mio consenso… - A Cremona, a Cremona! – Pistola alla tempia di Salinger – Un fulmine a ciel sereno – Polizia demografica – Cretino asmatico e cretina asmatica – Zigomo ebreiforme – La crudeltà della carità – Poveri ma belli – L’oppio degli eupopoli – “Perché tu prenderai quell’aeroplano” – Il grado zero dell’adozione – Precrimine – Ogni singolo episodio di suzione – The Great Marriage Debate – Mare profumo di mare – Circonvenzione di proletariato – Sedia a rotelle, musei a catinelle – Viva, viva la natura! – Eccesso di desiderio – L’eugenica del nostro tempo – Tre virgola sette per cento – Paperopoli e Topolinia come Sodoma e Gomorra – Affittare una pancia – Una schiavitù terribile – Messa in piega per calvi – Il potere a chi nasce! – Come ti progetto il pupo – Meglio a caso che bene – Troppo grazia – Il macellaio e il suo garzone – Nuotare per offendere – Il ragionamento della disperazione – Note