Stalin, Hitler. La rivoluzione bolscevica mondiale
Viktor Suvorov
Edizioni Spirali, pagg.505, Euro 30,98
 
IL LIBRO – Primo di una trilogia dedicata all’argomento, questo libro capovolge l’opinione comune diffusa sulla seconda guerra mondiale. Riscrive la storia di questo conflitto e del ruolo che ha avuto Stalin nella sua lunga progettazione e nel suo svolgimento. L’Autore fa un esame dettagliato, dal punto di vista militare, della preparazione militare e ideologica della guerra e dell’apparato bellico sovietico. Si avvale non di archivi o di fonti dei servizi segreti ma di pubblicazioni ufficiali, accessibili a ciascuno: manuali diffusi nelle scuole militari, riviste militari, quotidiani, come la “Pravda”, periodici e altri scritti, fra cui l’opera omnia di Stalin. Nel libro, Suvorov si chiede come sia accaduto che, di fronte a questa mole di materiali, nessuno abbia capito quale sia stato l’effettivo svolgersi della guerra e quali siano stati il progetto, la tattica e la strategia sovietici. L’Autore dimostra come Stalin abbia auspicato e preparato la guerra (addirittura fin dagli anni venti), ritenendola, sulla scia di Lenin, adatta per innescare la rivoluzione proletaria. Rispetto a questa, appunto, Hitler avrebbe fatto da nave rompighiaccio (questo il soprannome attribuito a Hitler dai sovietici). Il progetto di Stalin era d’invadere e di occupare l’Europa. Suvorov spiega, inoltre, come Stalin sia riuscito ad apparire non l’effettivo iniziatore della guerra, ma addirittura una parte lesa, sedendosi, nelle trattative, dalla parte dei vincitori. Suvorov scrive con una semplicità e una chiarezza esemplari, senza indulgere alla retorica dei sentimenti, esponendo il materiale senza colorazioni. La sua scrittura risulta convincente e efficace.

  DAL TESTO – “Nella seconda metà del 1941, quando la necessità lo impose, Stalin non creò semplicemente battaglioni e reggimenti di zappatori, e nemmeno brigate, divisioni, o corpi, bensi DIECI ARMATE DEL GENIO ZAPPATORI, che scavarono il paese da un mare all’altro, creando sbarramenti e ostacoli insormontabili per qualsiasi esercito del mondo”.

  L’AUTORE – Viktor Suvorov, il cui nome in Unione Sovietica era Vladimir Bogdanovic Rezun, è nato nel 1947. Laureato alla Scuola militare superiore di Kiev, ha frequentato l’accademia diplomatica militare di Mosca. Nel 1970 (a 23 anni) entra nel GRU, i servizi segreti militari sovietici, per il quale lavora a Ginevra (1974-1978). Ed è da qui, appunto, che nel 1978 fugge in Inghilterra. Viene condannato a morte come traditore dell’Unione Sovietica – condanna tuttora valida, a ventidue anni di distanza. La sua residenza e la sua attività sono coperte da segreto. Ha scritto numerosi libri, che raccontano, dall’interno, la vita dell’esercito sovietico e dell’intelligence militare sovietica. 

  INDICE DELL’OPERA – Prefazione, “Un monumento alla cecità umana”, di V. Bukovskij – Chi ha dato inizio alla seconda guerra mondiale? – Capitolo I: Il cammino verso la felicità – Capitolo II: Il nemico principale – Capitolo III: Perché armare i comunisti? - Capitolo IV: Perché Stalin spartì la Polonia? – Capitolo V: Il patto e le sue conseguenze – Capitolo VI: Quando entrò in guerra l’Unione Sovietica – Capitolo VII: “L’estensione della base della guerra” – Capitolo VIII: Perché i cekisti vennero dotati di obici - Capitolo IX: Perché la zona di protezione venne distrutta alla vigilia della guerra – Capitolo X: Perché Stalin distrusse la “Linea Stalin” – Capitolo XI: Partigiani oppure sabotatori? – Capitolo XII: Perché Stalin aveva dieci corpi aerotrasportati – Capitolo XIII: Il carro armato alato – Capitolo XIV: A Berlino! -  Capitolo XV: La fanteria marittima nei boschi della Bielorussia – Capitolo XVI: Che cos’è un armata di copertura – Capitolo XVII: Divisioni da montagna nelle steppe dell’Ucraina – Capitolo XVIII: La destinazione del primo scaglione strategico – Capitolo XIX: Stalin a maggio – Capitolo XX: Le parole e i fatti -  Capitolo XXI: Un amor di pace con le zanne – Capitolo XXII: Ancora sul comunicato della Tass – Capitolo XXIII: I distretti militari abbandonati -  Capitolo XXIV: Le divisioni nere – Capitolo XXV: A proposito di kombrig e komdiv – Capitolo XXVI: A che scopo venne formato il secondo scaglione strategico - Capitolo XXVII: Una guerra non dichiarata – Capitolo XXVIII: Perché Stalin costituì il fronte – Capitolo XXIX: Perché Stalin non credeva a Churchill - Capitolo XXX: Perché Stalin non credeva a Richard Sorge – Capitolo XXXI: In che modo Hitler compromise la guerra – Capitolo XXXII: Aveva Stalin un piano di guerra? – Capitolo XXXIII: La guerra che non ci fu – Bibliografia – Appendice – Indice dei nomi