A casa di Hitler
Anna Plaim
Boroli Editore, pagg.127, Euro 12,50
 
IL LIBRO - Nel lontano 1941 Anna Plaim, una ragazza austriaca allora ventenne, prese servizio come cameriera al Berghof, la residenza privata di Adolf Hitler nell'Obersalzberg, nelle Alpi bavaresi. Ora, a oltre sessant'anni di distanza, in queste pagine Anna Plaim narra al giornalista Kurt Kuch i giorni vissuti a diretto contatto con il Fuhrer, con Eva Braun e con i gerarchi che si recavano in pellegrinaggio al Berghof per rendere omaggio a Hitler. Non si tratta solo di ricordi: durante la sua permanenza nella villa di Hitler, Anna Plaim scrisse ai genitori trentasette lettere, qui riportate, una sorta di diario di ciò che avveniva quasi giorno per giorno al Berghof.
  Licenziata in tronco da Bormann dopo aver scoperto che era di famiglia cattolica, una volta ritornata in Austria Anna Plaim fu testimone della caduta del Terzo Reich e dell'arrivo dell'esercito russo.
 
  DAL TESTO - "Senz'altro [Hitler] era molto ordinato, forse persino pedante. Ricordo che mi raccontarono che una volta aveva redarguito un generale, un certo Dietl (credo che fosse generale dei Gebirgsjaeger), perché non si era pulito a dovere le scarpe prima di entrare nel salone del Berghof.
  "Ma poi che cosa c'era mai da pulire in un locale come quello dello studio di Hitler? Niente. Potevamo a malapena passare l'aspirapolvere, sempre che lui fosse già alzato. Perciò dovevamo accontentarci di spolverare il tavolo e il telefono". 
 
  L'AUTRICE - Anna Plaim, nata nel 1920 a Loosdorf, un piccolo centro della Bassa Austria, nel 1941 prestò servizio come cameriera al Berghof. Dopo la guerra si è sposata e da allora si è occupata solo della sua famiglia.
 
  INDICE DELL'OPERA - Premessa all'edizione italiana, di Adele Campione - Introduzione, di Kurt Kuch - La mia vita al Berghof, di Anna Plaim con Kurt Kuch - Appendice, a cura di Adele Campione - Il Berghof - I personaggi e le organizzazioni