Honduras. Maschere per il dominio
Sergio Spina
Edizioni Achab, pagg.128, Euro 12,00
 
IL LIBRO – Tutte le società centro americane sperimentano, già oggi, una “rivoluzione sociale individualista”, qualificata in maniera irresponsabile dalla cultura dominante come “delinquenza comune”. Questo è solo il preludio di un maggiore confronto sociale. Il potere tenta di combattere questa delinquenza con misure repressive. Né a livello nazionale, né a livello internazionale, in nessuna istanza istituzionale si è pensato, né si pensa di configurare cambi strutturali rispetto alle relazioni sociali ed economiche attuali al fine di ricercare un nuovo modello di società postcapitalista, puntando, piuttosto e ancora, a una ricomposizione del modello del capitalismo neoliberale. Saranno i popoli con la loro forza ancestrale e l'insopprimibile istinto alla sopravvivenza gli autori di una nuova epoca.

  Come in un album di fotografie scattate durante un viaggio durato cinque anni nelle terre dell'Honduras, si racconta di quel potere repressivo e di quei dispositivi di resistenza messi in atto da un insieme composito di persone, comunità e cooperative nel faticoso sforzo di costruire un popolo.

  È anche presente il tentativo di ragionare su quali siano i fondamenti culturali e gli argomenti retorici che garantiscono al potere il suo successo. Le vicende dell'Honduras offrono spunti per un ragionamento teso a insinuare il dubbio quando la certezza sembra più salda e a smascherare l'inganno laddove la situazione appare meno sospettabile. Smascherare l'inganno è il primo passo per la libertà.

  DAL TESTO – “La notizia cominciò a camminare. Di buona lena e con molta determinazione affrontò il crepuscolo silenzioso della selva color smeraldo nella quale era nata, quindi su una canoa attraversò il fiume in piena evitando con molta avvedutezza i mulinelli melmosi che spalancavano avidi le loro spirali di morte e senza mai sostare attaccò gli aspri contrafforti della montagna che la condussero al gelido paramo dell'altipiano.
  "Aveva fiducia nella forza che muoveva i suoi passi: era nella sua natura superare le avversità dei luoghi per giungere, lei cenerentola dai piedi piagati, nel palazzo d'acciaio e cristallo del suo principe azzurro che l'avrebbe sollevata tra le braccia e deposta su fruscianti lenzuola di parole. Allora sì che il suo corpicino esausto si sarebbe potuto abbandonare senza rimorsi a quel riposo cui finora si era negata.
  "Le altre notizie, le sue sorelle, non erano costrette a camminare quanto lei, ma, appena emesso il primo vagito, si tuffavano in cavi elettrici soffici come bambagia e via, di commutazione in commutazione, giungendo in un battibaleno a destinazione. A lei quel privilegio non era concesso, forse perché il suo zainetto consunto e rabberciato conteneva la scarna descrizione di un fatto piuttosto comune dalle parti da cui proveniva: il prete di un paesino amazzonico era stato crivellato di colpi d'arma da fuoco da sicari al soldo di grandi latifondisti perché si era ostinato a difendere i diritti degli indigeni della sua parrocchia. E forse per questo lei era continuamente alle prese con strapiombi, paludi, steppe, sabbie mobili, tormente di neve e di sabbia, uragani e quant'altro la natura matrigna frapponeva tra lei e la sua meta.
  "Le sue sorelle più fortunate invece infilavano nelle loro griffate valigette ventiquattrore ramaglie di frasi fiorite sul giovane contadino ucraino che aveva vinto quattrocento milioni di rubli alla lotteria alimentando il sogno della nuova Russia, sulla tredicesima vittima del serial killer di Shanghai, una prostituta di sessant'anni, o sul discorso del Presidente degli Stati Uniti all'assemblea delle Nazioni Unite dove aveva annunciato l'avvento di un mondo più libero e sicuro, e si consegnavano gioiose alle benigne correnti di browser e server che le avrebbero depositate ancora calde di kappabyte sugli schermi luminosi di lontani computer”.

  L’AUTORE – Sergio Spina (Sanremo, 1971). Compiuti gli studi giuridici si dedica a diverse discipline quali l’antropologia e la pedagogia. Impegnato nella ricerca sociale e nella cooperazione internazionale lavora nei Balcani, in Medio Oriente e Centro America per molteplici organizzazioni di base. Attualmente presidente di una Cooperativa Sociale. Nel 2000 ha pubblicato il suo primo testo “Mai più senza di voi” (ed. Granello di Senape). 

INDICE DELL’OPERA – Prefazione – Introduzione – 1. Viaggio dentro lo sviluppo – 2. Viaggio dentro la democrazia – 3. Viaggio dentro la globalizzazione – Conclusione