Il Rettore della RSI
Federico Cinti
CLUEB Editrice, pagg.230, Euro 16,50
 
IL LIBRO – Goffredo Coppola (1898-1945) rappresenta una figura di grande interesse non solo nella storia della filologia europea, ma, più in generale, nella cultura dell’Italia contemporanea. D’intelligenza, cultura e respiro decisamente non comuni, spaziò fra l’altro con efficacia dalla papirologia alla letteratura greca, quindi dalla letteratura latina e neolatina per giungere infine ad una militanza politica fervida e, negli ultimi anni, pressoché totalizzante. Questo volume si concentra in special modo sulla sua laboriosa ed appagante carriera accademica, che culminò nel rettorato dell’Università di Bologna, e mostra con chiarezza come sull’indubbia serietà del filologo classico sia prevalsa gradualmente un’adesione appassionata e, per molti versi, fuorviante all’ideologia fascista, vissuta per altro con un idealismo alieno da ogni compromesso che lo portò fino al sacrificio estremo. Si tratta dunque, in una parola, di un personaggio complesso, spinoso e inquietante, col quale sarebbe d’altronde ingiusto non confrontarsi per ragioni legate a meri pregiudizi di natura politica.

  DAL TESTO – "Emilio Gentile definisce come “religione della politica” quella particolare forma di “sacralizzazione della politica” che si manifesta nell’epoca della “modernizzazione” e si verifica quando la dimensione politica acquista una propria forma religiosa “nel senso che assume un proprio carattere di sacralità, fino a rivendicare per sé la prerogativa di definire il significato e il fine fondamentale dell’esistenza umana, quando meno in questa terra, per l’individuo e la collettività”. Storicamente, la sacralizzazione della politica è un fenomeno che ha avuto inizio con la nascita della società di massa e cioè accade quando una entità politica “per esempio, la nazione, lo Stato, la razza, la classe, il partito, il movimento, viene trasformata in una entità sacra, viene resa, cioè, trascendente, indiscutibile, intangibile, e come tale è collocata al centro di un sistema |…| di credenze, di miti, di valori, di comandamenti, di riti e di simboli, diventando, così oggetto di fede, di culto, di fedeltà, di dedizione, fino al sacrificio della vita, se necessario”. Sono considerazioni che ci aiutano a comprendere il comportamento e l’evoluzione di Goffredo Coppola, come di altri numerosi militanti, non solo italiani, dei movimenti e partiti di tipo fascista, che, a un certo punto della loro esistenza, incontrando o “scoprendo” d’improvviso “la politica”, ne fecero il centro della propria esistenza, ad essa tutto dedicando e tralasciando ogni altro pensiero e ogni altra occupazione, anche quello che, sino ad allora, avevano costituito l’essenza principale della loro vita e l’impegno prioritario di pensieri e di attività. Uno slogan definitorio che la propaganda ed i manuali “di formazione” attribuirono al fondatore della Falange spagnola, José Antonio Primo de Rivera, rende con estrema evidenza tale condizione e tale impegno assoluti: “È necessario essere metà monaco e metà soltanto”. Con tale espressione si voleva sottolineare il bisogno, per un militante fascista–falangista, di possedere “le virtù castrensi della disciplina […] e del sentimento di dovere ed onore, oltre alle virtù monastiche dello spirito di sacrificio, fede nei destini eterni della patria, rispetto assoluto nei principi eterni di cui è depositario l’uomo”. 

  L’AUTORE – Federico Cinti svolge attività didattica e di ricerca presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. Oltre alla Storia della filologia contemporanea, si è dedicato alla traduzione e al commento di classici latini antichi e moderni (Catullo, lirici neolatini del Cinquecento italiano ed europeo, Erasmo da Rotterdam). Attualmente, si sta occupando dell’Adverus Marcionem di Tertulliano. 

  INDICE DELL’OPERA – Introduzione – Capitolo 1. Da Guardia Sanframondi a Dongo: una vita al servizio del fascista – 1.1. Vita di Goffredo Coppola – 1.2. Periodizzazione delle opere di Goffredo Coppola – Capitolo 2. Coppola e il nazionalismo dal 1930 al 1935: da Giuliano L’Apostata a Girolamo Vitelli – 2.1.  La politica religiosa di Giuliano L’Apostata (Civiltà Moderna” 1930) – 2.2. Recensione ad Antonino Pagliaro (“Petaso” 1930) – 2.3. Coppola e la riforma della scuola – 2.4. Dai “Papiri italiani” al necrologio di Girolamo Vitelli – Capitolo 3. L’imperialismo coloniale e culturale in Coppola dal 1936 al 1940: da Cirene alla seconda guerra mondiale – 3.1. L’impero – 3.2. Da “Il Popolo d’Italia” – Capitolo 4. L’ultimo grado della carriera accademica di Goffredo Coppola dal 1941 al 1945: dal latino a Dongo – 4.1. Articoli non raccolti in volume – 4.2. Uso e abuso della latinità – 4.3. Il furore antisemita – Conclusioni  - Opere di Goffredo Coppola – “Civiltà Moderna” (1930) – “Nuova Antologia” (1931-1940) – “Il Popolo d’Italia” (1934 -1943) – “Pègaso” (1930-1933) – “Pan” (1934-1935) – “Omnibus” (1937) – “Gerarchia” (1939, 1942-1943) – “Il Resto del Carlino” (1938-1943) – “Corriere della Sera” (1944) – “L’Assalto” (1943-1944) – “Civiltà Fascista” (1944-1945) – Indice dei nomi propri e dei nomi geografici