Il prigioniero di Wanda. Il romanzo di un paracadutista della Decima Mas
Daniele Lembo
Grafica MA.RO Editrice, pagg.224, Euro 15,00
 
IL LIBRO – “Il prigioniero di Wanda” è una storia di fantasia, perfettamente ambientata in quei terribili mesi che vanno dall’armistizio alla fine del secondo conflitto mondiale. Il protagonista è Andrea Mantani, un paracadutista di stanza a Tarquinia che, dopo l’otto settembre 1943, si nasconde per un certo priodo in un bordello ospite di Wanda. Dopo quale giorno, in compagnia del sergente Caracciolo, suo istruttore a Tarquinia che, si porta a La Spezia dove si arruola nel battaglione Nuotatori Paracadutisti della Decima Flottiglia Mas. Nel nuovo reparto, Caracciolo e Mantani, passano alle dipendenze del guardiamarina De Sattis che li impiega, insieme al paracadutista Marra, per operazioni speciali. De Sattis e i suoi uomini, assegnati ad un reparto di sabotatori destinati ad agire nel sud Italia invaso dagli angloamericani, saranno paracadutati in Costiera Amalfitana. Lo scopo della loro missione quello di rapire il Re e di trasportarlo al Nord, a bordo di un sommergibile tedesco. Saranno tutti catturati a causa di un traditore presente nel loro gruppo.               

  DAL TESTO – “Andrea non aveva preso parte alle azioni in Nord Africa e non era stato inviato in Sicilia o in Sardegna in quanto il suo battaglione era ancora in addestramento ma si era ritrovato, ancora una volta, dalla padella nella brace. Era però deciso a tenersi in disparte da ogni tipo di azione pensando che il solo fatto di lanciarsi con il paracadute fosse sufficientemente rischioso e, pertanto, bastevole quale suo contributo allo sforzo bellico della nazione. Inoltre, il fango dell’Albania e la pelle rischiata ad ogni imboscata gli sembrava che fossero già sufficienti quale sua partecipazione. La guerra sembrava avviarsi definitivamente alla sconfitta per l’Asse. Gli italiani prima avevano perso l’Africa Orientale, poi il Nord Africa e, adesso che gli angloamericani erano sbarcati in Sicilia, i giochi sembravano ormai fatti a favore degli alleati. Non conveniva assolutamente farsi ammazzare in una guerra senza speranza. Solo adesso che si ritrovava in piazza d’armi, sull’attenti come un deficiente, ad aspettare un ordine di “riposo” che non veniva dato, faceva il reso conto della sua esistenza e scopriva che la sua era stata una vita in fuga. Era fuggito prima dal paese e dalle responsabilità di un lavoro che in un paese piccolo come il suo non avrebbe mai trovato. Poi era fuggito da un matrimonio impostogli, poi dalla Russia e infine dall’Albania. L’unica occasione nella quale non era fuggito era stata quella volta che gli era fruttata la croce di guerra e di questo era contento ma, nel complesso, il totale delle fughe tornava a suo sfavore. Adesso, fuggendo fuggendo, si ritrovava in un reparto di paracadutisti dove si solo fatto di lanciarsi con il paracadute lo metteva, ad ogni lancio, a rischio della vita e il tipo di missioni alle quali il reparto era destinato era pericolosissimo e con poche possibilità di ritornare vivo indietro. Certo, fin quando restava alla Scuola Tarquinia i rischi erano rappresentati solo dai lanci.

  "Avrebbe potuto fare in modo di restare presso la Scuola come istruttore ma anche in questo caso il pericolo sarebbe stato rilevante dell’elevato numero di lanci fatti dagli istruttori. Ogni volta che era scappato era passato, di volta in volta, dalla padella alla brace, sbagliando ad ogni passaggio la destinazione successiva. Gli venne in mente che, grazie alla sua maturità classica, avrebbe potuto tentare di procurarsi un comodo posto scritturale presso qualche comando ma una volta entrato a fare parte del Reggimento Arditi, come ardito paracadutista, era difficilissimo venirne fuori. Inoltre, in considerazione della fortuna che lo aveva accompagnato nei suoi precedenti tentativi di “fuga”, pensò che forse era meglio lasciare stare e, per una volta tanto, lasciarsi portare dalla sorte”.  

  L’AUTORE – Daniele Lembo, nasce nel 1961 a Minori (SA), in Costiera Amalfitana. Dopo la maturità liceale frequenta il corso biennale della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza. Appassionato di studi storici sulla partecipazione italiana al secondo conflitto mondiale è autore di varie cronache sull’argomento. Suoi articoli sono apparsi su Storia del XX Secolo, Storia del Novecento, Storia e Dossier, Storia Verità, Eserciti nella Storia, Storia e Battaglie, Aerei nella storia, Aeronautica, Cockpit. Nel 1999 è stata edita una sua monografia dal titolo “Taranto…fate saltare quel ponte”, avente come tema i Nuotatori Paracadutisti della Regia Marina; nel 2000 è apparso un suo saggio dal titolo “I Fantasmi di Nettunia – I reparti della R.S.I. impegnati sul fronte di Anzio – Nettuno”; nel 2001 sono apparsi due altri suoi lavori, di cui uno avente come tema la storia Regia Aeronautica dal titolo “Il lungo Volo della Regia” ed un saggio dal titolo” I Servizi Segreti di Salò – Servizi Segreti e Servizi Speciali nella Repubblica Sociale Italiana”. Nell’anno 2002 è stato pubblicato “Il prigioniero di Wanda”, ovvero il suo primo romanzo d’ambientazione storica. Infine, nell’anno 2003 ha dato alle stampe il volume "La Carne contro l’acciaio - Il Regio Esercito Italiano alla vigilia della seconda guerra mondiale". Attualmente vive a Cisterna di Latina.