MediaWar. Dal Vietnam all'Iraq le macchinazioni della politica e dei media per promuovere la guerra
Norman Solomon
Nuovi Mondi Media, pagg.320, Euro 17,50
 
IL LIBRO – Perché informazioni cruciali per l'umanità diventano note a piè di pagina della storia?
  Il libro è composto da 16 capitoli, brutalmente persuasivi, ognuno incentrato su una perenne e ripetitiva menzogna volta a falsare la percezione degli eventi: opporsi alla guerra significa schierarsi con il nemico, l'avversario è un barbaro disumano, questa è una battaglia necessaria per la lotta al terrorismo... Queste affermazioni sono ricorrenti, sempre le stesse, dal Vietnam a oggi. Una lettura fondamentale per capire il macabro gioco della politica e dei media.
  "Leader politici e mezzi di comunicazione non mentono mai… a meno che non si considerino menzogne le omissioni, le statistiche presentate in un certo modo, le affermazioni prive di fondamento, l’intenzionale offuscamento, le dichiarazioni fuorvianti e le sfilze di pietose bugie…".
  "Se non ve la siete spassata leggendo “War Made Easy” di Norman Solomon, non sapete proprio come divertirvi. Questo libro straordinario farà diventare i nostri squilibrati leader politici e i media loro portavoce ancora più pazzi di quanto già non siano".  Greg Palast, giornalista d’inchiesta e autore di “Democrazia in vendita”

 

  DAL TESTO – “Mascherare gli interessi delle multinazionali con quelli umanitari è una procedura operativa mediatica standard per i presidenti, le loro amministrazioni e molti opinionisti. L’ultimo giorno di novembre del 2003, con le truppe statunitensi che occupavano l’Iraq, l’editorialista del “New York Times” Thomas Friedman dichiarava entusiasta che “questa guerra è il più importante progetto liberale e rivoluzionario statunitense per la costruzione della democrazia dai tempi del Piano Marshall”. Esaltava la guerra come “una delle cose più nobili che questo paese abbia mai intrapreso all’estero”. Friedman non menzionava i 112 miliardi di barili stimati sotto la sabbia dell’Iraq. Vendere armi e tutta una serie di forniture al Pentagono è fondamentale per il gigantesco affare degli appalti militari. E continui trasferimenti di armi ad altri paesi arricchiscono molte multinazionali. Questi profitti forniscono i mezzi necessari per contribuire a sostenere le guerre in vari continenti. Globalmente, gli Stati Uniti sono i primi al mondo per le vendite internazionali di armi. Il Congressional Research Service ha riferito che le vendite di armi statunitensi hanno raggiunto i 14 miliardi e mezzo di dollari nel corso del 2003, con gli Usa che da soli coprono il 56,7% di tutte le vendite mondiali di armi. Sebbene il totale delle compravendite globali di armi fossero diminuiti rispetto all’anno precedente, negli Stati Uniti sono aumentate di circa un miliardo di dollari. E di certo i mercanti di armi non dimenticano i più bisognosi. Quell’anno, le vendite di armi statunitensi comprendevano 6,2 miliardi di dollari in contratti con paesi in via di sviluppo, le cui società erano quelle che meno di tutte si sarebbero potute permettere grandi spese per gli armamenti”.

   L’AUTORE – Norman Solomon, giornalista, è uno dei più grandi e riconosciuti esperti di mezzi di comunicazione. I suoi articoli compaiono sul “New York Times”, sul “Washington Post”, sul “Los Angeles Times” e su “Usa Today”. Il suo ultimo libro, “Bersaglio Iraq: le verità che i media nascondono” (Rizzoli, 2003), è stato un successo internazionale, tradotto in 4 lingue. 

  INDICE DELL’OPERA – Prologo. Preparare l'agenda bellica - Capitolo 1. L'America è una superpotenza giusta e nobile - Capitolo 2. I nostri leader faranno tutto ciò che possono per evitare una guerra - Capitolo 3. I nostri leader non ci direbbero mai delle bugie - Capitolo 4. Costui è un moderno Hitler - Capitolo 5. È per i diritti umani - Capitolo 6. Il petrolio o i profitti delle multinazionali sono ininfluenti - Capitolo 7. Gi aggressori sono loro, non noi - Capitolo 8. Se questa guerra è sbagliata, il Congresso la fermerà - Capitolo 9. Se questa guerra è sbagliata, i media ce lo diranno - Capitolo 10. I mezzi d’informazione portano la guerra nei nostri salotti - Capitolo 11. Opporsi alla guerra significa schierarsi con il nemico - Capitolo 12. Questa è una battaglia necessaria nella guerra al terrorismo - Capitolo 13. Ciò di cui il governo Usa ha bisogno sono pubbliche relazioni migliori - Capitolo 14. Il Pentagono combatte le guerra nel modo più umano possibile - Capitolo 15. I nostri soldati sono eroi, i loro sono disumani - Capitolo 16. L'America deve decidersi a sbarazzarsi della “sindrome del Vietnam” - Capitolo 17. Il ritiro danneggerebbe la credibilità degli Usa - Postfazione - Note – Ringraziamenti