Gli Etruschi fuori d'Etruria

Giovannangelo Camporeale
Arsenale Editrice, pagg.320, Euro 25,00
 
IL LIBRO – La civiltà etrusca è la più grande fra quelle fiorite nell’ultimo millennio a.C. nel bacino occidentale del mare Mediterraneo, prima di quella romana. Senza dubbio le ricche risorse del suolo e del sottosuolo – prodotti agricoli, lana, legname, sale, minerali, metalli – sono state un fattore determinante per la sua genesi e la sua affermazione. Grazie a queste prerogative l’Etruria è diventata fino dall’VIII secolo a.C. il punto di arrivo sia di raffinati manufatti dell’artigianato artistico degli ambienti ellenico, vicino orientale e centro-europeo, sia di maestri arrivati dalle stesse regioni, che hanno operato per la clientela locale e hanno contribuito notevolmente alla nascita e allo sviluppo di un’arte riconosciuta come etrusca. L’influenza esercitata dal mondo orientale e greco sulla cultura etrusca è certamente uno dei problemi più studiati dagli archeologi; minor attenzione si è prestata, invece, a quello dell’apporto della civiltà etrusca alle altre culture. Il taglio particolare di questo volume consiste appunto nel trattare gli Etruschi nella loro proiezione al di fuori d’Etruria, più precisamente nell’offrire una panoramica dei commerci e delle aperture ideologico-culturali che da quel territorio si espandono verso altre regioni, secondo un’area di irradiazione sorprendentemente vasta, che a partire dall’Italia antica investe il bacino del Mediterraneo e l’Europa continentale. L’articolazione in capitoli, affidati a specialisti, consente di richiamare l’attenzione su questioni particolari, che variano da zona a zona, offrendo nuove prospettive sulla storia, sull’arte, sull’organizzazione politica di questo popolo, per certi aspetti ancora misterioso.

DAL TESTO – “Le ricche risorse del suolo e del sottosuolo dell’Etruria sono state un fattore determinante nella genesi e nello sviluppo della civiltà etrusca, che è senza dubbio la più grande fra quelle affermatesi nell’antichità nelle regioni che si affacciano sul bacino occidentale del mare Mediterraneo prima della romana. L’Etruria disponendo di materie prime molto apprezzate sui mercati (prodotti agricoli, legname, lana, sale, minerali e metalli), è entrata fin dall’VIII secolo a.C. in un circuito di scambi a largo raggio: è diventata il luogo di arrivo di manufatti del più raffinato artigiano vicino-orientale, greco, centro-europeo e anche di maestri provenienti dal Vicino Oriente, dall’ambiente egeo, dall’Europa centrale, i quali erano attratti dalle possibilità di lavoro e di buoni guadagni da una clientela locale abbiente. Talvolta se ne hanno testimonianze esplicite presso gli scrittori antichi: un ricco commerciante di Corinto, Demarcato, verso la metà del VII secolo a.C. avrebbe abbandonato la città d’origine per motivi politici e si sarebbe trasferito in Etruria a Tarquinia, con un seguito di artisti, di cui conosciamo i nomi (d’arte): Ekphantos (Corn. Nep. pr, Plin, Nat. Hist. XXXV 16), Eucheir, Eugrammos, Diopos (Plin., Nat. Hist. XXXV 152). La notizia, benché non abbia riscontri specifici nella documentazione figurata del VII secolo a.C. proveniente dall’Etruria, trova un supporto per così dire indietro nel gran numero di vasi di botteghe corinzie arrivati in Etruria durante lo stesso secolo. Altre volte è possibile ipotizzare con un altissimo grado di probabilità l’arrivo di maestri stranieri: si pensi alla lavorazione dell’avorio in Etruria che, almeno nei primi tempi (fine dell’VIII – inizi del VII secolo a.C.), non può non essere stata un’attività di maestri, dotati di esperienza professionale e forniti dei relativi attrezzi, arrivati insieme con la materia da lavorare dalla regione di provenienza di questa, cioè dal Vicino Oriente. Il mondo etrusco ha non solo ricevuto, ma anche dato sia materie prime che prodotti finiti. È ovvio che il movimento, scambio o commercio che sia stato, è ricco di risvolti culturali. Non è escluso che, come si vedrà nelle pagine seguenti, possa essere emigrato anche qualche mercante o qualche maestro”.

L’AUTORE – Giovannangelo Camporeale è professore ordinario di Etruscologia e Archeologia Italica all’Università di Firenze, membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto per l’Archeologia Etrusco-Italica, direttore scientifico degli scavi archeologici di Massa Marittima, membro di accademie italiane e straniere. Ha organizzato diverse mostre sulla civiltà etrusca e italica: “Prima Italia” (Bruxelles, Atene, Roma 1980-1981), “L’Etruria mineraria” (Portoferraio, Massa Marittima, Populonia 1985), “Gli etruschi e l’Europa” (Parigi, Berlino 1992-1993). E’ autore di numerosi articoli e di monografie, fra le quali si segnalono: “La tomba del Duce” (1967), “I commerci di Vetulonia in età orientalizzante” (1969), “La collezione alla Querce. Materiali archeologici orvietani” (1970), “Buccheri a cilindretto di fabbrica orvietana” (1972), “La caccia in Etruria” (1984), “L’abitato etrusco dell’Accesa. Il quartier B” (1997), “Gli etruschi. Storia e civiltà” (2000).

INDICE DELL’OPERA – Prefazione – La Civiltà Etrusca – Gli Etruschi nel Mediterraneo – Gli Etruschi in Europa – Gli Etruschi nel Veneto - Gli Etruschi in Area Leponzia e Retica – Gli Etruschi in Liguria - Gli Etruschi nella Pianura Padana – Gli Etruschi in Umbria – Gli Etruschi nel Piceno – Gli Etruschi nel Lazio Antico – Gli Etruschi in Campania – Gli Etruschi in Lucania - Gli Etruschi in Puglia - Gli Etruschi in Calabria - Gli Etruschi in Corsica - Gli Etruschi in Sardegna - Gli Etruschi in Sicilia – Bibliografia – Crediti fotografici