Il Signore degli Agnelli. Don Giovanni alla Fiat

Marino Biondi
Libreria dell’Orso, pagg.345, Euro 12,00
 
IL LIBRO – Un libro che rievoca mito e immagine di Giovanni Agnelli, nel contesto della storia sociale e di costume di questi anni. Signore ed emblema del capitalismo italiano negli ultimi decenni del XX secolo, l’erede della Fiat ne è stato il presidente e capo carismatico fino alla sua morte. Uscito di scena, anche l’impero automobilistico sembra avere imboccato il viale del tramonto. Agnelli è stato soprattutto il simbolo neodannunziano di un moderno modo di vivere inimitabile, il monarca democratico, il petroniano arbitro di tutte le eleganze, ovunque lasciasse traccia di sé e di un’aura sapientemente coltivata, consigli d’amministrazione, stadi di calcio, dorate alcove. Questo saggio racconta, con ricca documentazione di cultura industriale, la saga di un patriarca e di una famiglia dalle grandi fortune e sventure. Intorno e dopo di lui un’Italia di scandali bancari e truffe planetarie. Se il Don Giovanni della Fiat è stato il volto estetico e regale del capitalismo, il berlusconismo, con la corte dei suoi imitatori, si è imposto come nuova forma del padronato plebeo.

DAL TESTO – “Agnelli era nell’immaginario l’Avvocato. Già, perché questo titolo che pure avrebbe dovuto abilitare a una onorata professione borghese? Si era laureato nel 1944, dopo un iter non brillante, su cui rimane incisa come una sentenza la frase di Luigi Einaudi suo esaminatore a Scienza delle finanze («col nome che porta dovrebbe vergognarsi»), con una tesi in diritto penale, “Il fondamento giuridico del dolo e della colpa”. A scoprire un po’ le carte fu un altro soggetto in aura psicotica, noto come il piromane di Borgo San Paolo, tale Dario Spinello, il quale, sorpreso sul fatto dopo un atto di piromania, seduta stante nominò come suo legale di fiducia l’Avvocato Giovanni Agnelli: «Ma il tribunale – leggiamo in un Controcorrente montanelliano, datato 29 luglio 1978 – ha respinto l’istanza perché sebbene laureato in legge, Giovanni Agnelli non ha dato gli esami di procuratore e quindi non può esercitare». Senza fissa dimora dunque, interdetto dai pubblici uffici per non aver terminato gli studi”.

L’AUTORE – Marino Biondi   insegna «Storia della critica e della storiografia letteraria» nella Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. Ha pubblicato libri e saggi su letteratura e storia dell’Otto e Novecento.

INDICE DELL’OPERA – Pretesti e idee per un libro – Capitalismo. Uno nessuno e centomila – Il dandy e il patriarca. La leggenda Agnelli – Il resto è Berlusconi. «Un uomo solo al telecomando»