Il radicalismo islamico. Hizbollah da movimento rivoluzionario a partito politico

Stefano Mauro
Edizioni Clandestine, pagg.157, Euro 10,00
 
IL LIBRO – Lo Hizbollah è l'unico esempio di partito radicale islamico che, al giorno d'oggi, partecipa ufficialmente e legittimamente alla vita politica nazionale del proprio stato, il Libano. Questo saggio analizza, partendo da dati storici, religiosi e politici, lo sviluppo e la crescita del movimento rivoluzionario libanese Hizbollah, fino alla sua formazione a partito politico e agli ultimi giorni di invasioni e bombardamenti. L’intento è di trasmettere la conoscenza in un campo nel quale dominano la disinformazione storica e, spesso, l’ipocrisia del discorso occidentale, compromesso da una visione stereotipata del Medio-Oriente, riflesso dei mass media americani e israeliani più conservatori.

DAL TESTO – “All’indomani dell’undici settembre, la strategia americana e israeliana della “guerra preventiva” al terrorismo ha spinto gran parte dei media ad associare i partiti e i movimenti che non accettano lo status quo delle occupazioni israeliane dei territori palestinesi della West Bank, libanesi (le Fattorie di Sheba e le alture di Kfar Shuba) e siriani (il Golan), invasi nel 1967, - da Hamas, al Fronte popolare in Palestina, alla resistenza islamica degli Hizbollah in Libano – con i movimenti jihadisti e la galassia terrorista di al Qaida. Un’operazione politico–mediatica, questa, assai comoda per Israele che, in tal modo, può continuare a rifiutarsi di trattare “una pace completa in cambio di un ritiro completo”, adducendo la mancanza d’interlocutori credibili: prima Arafat, poi Abu Mazen, quindi Hamas, il governo siriano e persino l’unione dei paesi arabi che, nel vertice di Beirut della Lega Araba, ha proposto, senza ottenere risposta, una soluzione complessiva del conflitto arabo israeliano. L’assimilazione dei gruppi islamo–nazionalisti a quelli jihadisti–terroristici è assai pericolosa in quanto, prima di tutto, impedisce di distinguere le radici dei movimenti di liberazione, sbarrando la strada ad una loro possibile integrazione nel sistema politico e, in secondo luogo, lasciando incancrenire l’invasione israeliana dei territori arabi, finisce col rafforzare, invece che indebolire, le ali jihadiste portatrici di una visione del mondo in cui impera lo scontro fra religioni e intere civiltà. In questo quadro maltracciato ai popoli del Medioriente – e gli stessi paesi europei – non resterebbe che scegliere tra Bush ed i regimi arabi suoi alleati, e Bin Laden, mentre resterebbe inalterato il presidio di Israele sui territori palestinesi, libanesi e siriani. Mettere assieme fazioni così diverse e spesso opposte fra loro è, invece, un grave errore, perché cancella le profondissime divergenze che esistono nella stessa scena politica islamista, tra la corrente maggioritaria islamo–nazionalista e quella minoritaria dell’islamismo tradizionale, di cui fa parte al Qaida”.

L’AUTORE – Stefano Mauro è nato a Cosenza nel 1975.
Esperto di cultura araba, collabora con “Un ponte per”, relativamente ai progetti per il Libano e con il Comitato Palestinese di Torino per le attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle condizioni del popolo palestinese.

INDICE DELL’OPERA – Prefazione, di Stefano Chiarini – Introduzione – 1. Il radicalismo sunnita – Islam e radicalismo – Avanguardia della fede: Mawdudi e Qutb – Neotradizionalisti – Radicali – Modello saudita – Modello iraniano – 2. Sciismo radicale – Specificità dello sciismo duodecimano – Shariati e Khomeyni: la rivoluzione islamica iraniana – Differenze ideologiche all’interno dello sciismo radicale – Il Libano: la storia fino al 1978 – Sciismo e protesta sociale in Libano – L’invasione israeliana del 1982: ascesa del radicalismo sciita libanese – 3. Lo Hizbollah libanese – Nascita ed espansione – La struttura politica, militare e le organizzazioni – 4. La lotta armata - L’influenza iraniana – Gli ostaggi stranieri, gli attentati dinamitardi e i dirottamenti – L’influenza siriana – La lotta con Amal e gli accordi di Ta’if e “Damasco 2” – La Resistenza islamica – La martirologia – 5. La lotta politica – Lo stato islamico ideale e la democrazia – Universalismo e nazionalismo – Anti-sionismo – Conclusione – Postfazione – La situazione politica nel 2005: il ritorno dei vecchi demoni – L’operazione “Giusta ricompensa” e Risoluzione 1701 – La situazione attuale (Risoluzione 1701 e disarmo dello Hizbollah) – Bibliografia