La porta accanto. Diario di viaggio nella Turchia di Bartolomeo I e del piccolo gregge cristiano

Aldo Maria Valli
Paoline Editoriale Libri, pagg.152, Euro 14,50
 
IL LIBRO – La Turchia si può considerare, dopo la Terra Santa, la seconda culla del cristianesimo. Eppure, all’inizio del ventesimo secolo i cristiani erano il 32 per cento, adesso sono meno dello 0,1. Perché questo triste destino? Quanto questa desolante situazione è il risultato del rapporto con l’islam e quanto dipende dalle divisioni interne dei cristiani?
Siamo di fronte a una sconfitta o c’è forse da cogliere, in questa condizione di minorità e di sofferenza, un disegno provvidenziale che consente ai cristiani di verificare meglio le ragioni della propria fede, nel confronto con gli altri?
L’Autore, A. M. Valli, pellegrino in Turchia, in una sorta di diario di viaggio tenta di rispondere a queste domande. Lo fa aiutato anche dall’incontro, a Istanbul, con Bartolomeo I, uomo di fede e di cultura, da anni impegnato a favore del dialogo fra le religioni e per la pace. Nelle parole del patriarca c’è tutta la nostalgia per l’unità perduta e tutto il desiderio dell’uomo di fede di poter un giorno celebrare il sacrificio eucaristico assieme ai fratelli della Chiesa cattolica. Da Bartolomeo I si è recato Benedetto XVI. In questo viaggio il Pontefice ha affrontato tre grandi questioni: lo stato dei rapporti tra Chiesa cattolica e Chiesa greco-ortodossa, il dialogo tra mondo cristiano e mondo islamico, la credibilità della Turchia come partner dell’Occidente in vista del suo possibile, ma assai controverso, ingresso nell’Unione Europea.

DAL TESTO – “Le chiese greche nella città non sono poche, ma immancabilmente vuote. Eppure quella è la “Grande Chiesa di Cristo”, rigurgitante di fedeli fino ai primi due decenni del Novecento. Anche quando Athenagoras fu eletto patriarca nel 1948, la comunità greca era ancora cospicua. Il patriarca Bartolomeo, nato nel 1940, racconta che l’isola da cui proviene, Imbros, poco lontano da Istanbul, era ancora abitata da una maggioranza di greci durante la sua infanzia. Erano circa 8000 e oggi non sono più di trecento. Di tutta la sua famiglia solo il patriarca è restato in Turchia, sua sorella è ad Atene, un fratello in Australia e un altro in Francia. La sua storia famigliare è comune a tanti altri greci di Turchia, che hanno conosciuto l’immigrazione. Che cosa resterà di questa comunità greca che ha tenuto accesa per secoli la fede cristiana nella grande tradizione ellenica? Ricordo, anni fa, di aver incontrato un’anziana che mi fece visitare una chiesetta greca non lontano dal Fanar, in cui faceva da custode; e poi a me, visitatore casuale, pose diretta la domanda: “Chi verrà dopo di me?”. È una domanda che mi porto dentro. Siamo al tramonto di una presenza che risale agli apostoli e che ha dato vita a una tradizione e un vissuto tanto rilevanti per il cristianesimo. Quelli incontrati da Valli sono gli ultimi cristiani di Turchia? Sono realtà o solo fantasmi che riaffiorano da un passato ormai smarrito? Qualche volta si ha la sensazione di resti del passato e di ultimi rampolli di una famiglia che non ha domani. Non solo i greci, ma gli armeni, i siriaci, gli assiri, ma anche i cattolici di vari riti, latini, armeni, caldei, siro–cattolici e infine i protestanti. Il lettore occidentale si perde tra le tante denominazioni cristiane o anche solo cattoliche. Eppure ogni comunità ha la sua tradizione teologica e liturgica, talvolta la sua lingua, la sua storia, spesso segnata da tanta sofferenza. Questo cristianesimo è estremamente al plurale. Anche l’impero bizantino, dominato dalla sinfonia tra Chiesa ortodossa e imperatore, non è riuscito a unificare questo mondo complesso sotto la sua tradizione”.

L’AUTORE – Aldo Maria Valli è giornalista professionista dal 1986. Dopo un’esperienza al quotidiano “Avvenire”, dal 1988 lavora alla Rai, prima nella redazione di Milano, poi, dal 1995, a Roma, nella redazione del Tg3 nazionale, dove ricopre gli incarichi di vaticanista e capo della redazione esteri. Ha seguito Giovanni Paolo II in più di trenta viaggi internazionali. Nei suoi libri si è spesso occupato di educazione e famiglia.

INDICE DELL’OPERA – Prefazione, di Andrea Riccardi – Presentazione, di Claudio Monge – Sulle orme di Paolo – I. Roncalli il turco - II. Al Fanar: il Vaticano degli ortodossi – III. Il mistero della religione scomparsa – IV. Efeso: la forza della diversità – V. Da Pamukkale a Konya: il tempio vuoto – VI. Tra le rocce della Cappadocia alla ricerca delle radici dell’unità - VII. Figli di un Dio solitario nella terra santa di Anatolia – VIII. Istanbul: mosaico di fedi e culture - IX. Bartolomeo I e Giovanni Paolo II: la ferita da guarire – X. Caritas Turkiye: prova di dialogo – XI. La lezione del piccolo gregge cristiano – Post scriptum