La storia negata. Insorgenze fasciste

Vincenzo Caputo
Grafica MA.RO, pagg.112, Euro 15,00
 
IL LIBRO – In questo volume, sono riuniti alcuni saggi, scritti in diversi momenti ed aggiornati dall’Autore, per offrire una visione panoramica delle due insorgenze fasciste e di alcuni loro effetti collaterali, per meglio comprendere l’avvento della nuova odierna civiltà.
- Insorgenza, all’alba del Fascismo, di uomini uniti dalla volontà di ripristinare un’ordinata vita nazionale, nel sentimento dell’amore di Patria e nel rispetto di un efficiente ordinamento statuale; di affermare la sicurezza dell’individua libertà; di difendere quei sentimenti che sono il necessario sostentamento di ogni umana collettività, ossia che i diritti nascono dall’adempimento dei propri doveri, che la mercede viene dal compiuto lavoro e il benessere dall’essere operosi e parsimoniosi e rispettosi dei patti conclusi e delle altri individualità e che la vita sociale può svolgersi soltanto nell’ordine che nasce dall’osservanza delle leggi, sia per il cittadino, nei suoi rapporti con ogni altro cittadino o con lo Stato, sia per lo Stato stesso verso i cittadini. Un’individua libertà nel senso che essa ponga l’uomo al centro di una propria ‘sfera’ – l’insieme dei diversi suoi doveri e dei diversi suoi diritti che, per quando attiene alla loro esistenza, trovano radici nelle patrie leggi; che egli debba contenersi entro tale sfera e che ogni altro uomo, all’esterno, debba rispettare i limiti.
– Insorgenza contro il vergognoso 8 settembre, il tradimento in danno degli alleati del Patto Tripartito, la precipitosa resa incondizionata agli angloamericani. Insorgenza di uomini uniti dalla volontà di riscattare l’onore della Nazione. È stato un sùbito e spontaneo moto di insorgenza, ancor prima del nascere della Repubblica Sociale Italiana.

DAL TESTO – “[…], il movimento fascista è stato parte di un moto di insorgenza che veniva spontaneo dalla collettività, coinvolgendo i diversi ceti sociali – dalla borghesia al proletariato oppresso dalle prepotenze leghiste -, diversi raggruppamenti o partiti politici – liberali, popolari moderati, nazionalisti, radicali, ex-combattenti ’15-’18 e via dicendo -, diversi movimenti di pensiero o culturali. Fra essi, appunto, era – esordiente minoranza - il movimento fascista che raccoglieva consensi soprattutto tra i reduci della guerra ’15-’18 uniti dal vincolo del cameratismo nato in tre anni di vita militare e di combattenti. La retorica del ventennio di governo mussoliniano, al fine di apologizzare il mito della “Rivoluzione Fascista”, ha tramandato una memoria “ad usum delphini” che lascia in ombra le cause della detta insorgenza – erano ricordo ancor vivo e non abbisognavano d’essere mentovate – e la concorrente opera dei movimenti e partiti non fascisti e collaboratori o, come si diceva allora, “fiancheggiatori””.

INDICE DELL’OPERA – Nota editoriale – L’insorgenza antisocialista di Ferrara 1920-1922 – Danzica – L’insorgenza all’8 settembre – La legione “Tagliamento” in Valsesia. Dicembre 1943-Gennaio 1944 – Il testamento di Mussolini – In memoria di Donato Carretta