Per amor di Patria! Storie della Repubblica Sociale Italiana

Antonio Leggiero
Grafica MA.RO Editrice, pagg.127, Euro 25,00
 
IL LIBRO – In un’epoca in cui ormai imperano anti-valori come l’edonismo più sfrenato, il più cupo materialismo e il più ottuso consumismo, è sembrata operazione doverosa e giusta, dal punto di vista della memoria storica, narrare di un periodo in cui adolescenti, giovani, adulti e anziani, sia uomini che donne, vivevano e morivano, ma per lo più morivano, per gli Ideali. Erano ideali che da sempre hanno l’ineliminabile “humus” su cui nasce, si sviluppa e progredisce ogni agglomerato umano, ogni contesto sociale, ogni società. Ideali sempiterni come L’ONORE, L’ONESTÀ, LA RETTITUDINE MORALE, la FEDELTÀ alla PAROLA DATA, L’AMORE verso la FAMIGLIA, le ISTITUZIONI, verso la PATRIA. Valori che, oggi, sciaguratamente, sono caduti nell’obbrobrioso oblio dei nostri tempi, in via generale in modo spontaneo, ma, spesso, come nel nostro caso, del tutto ingiuriosamente trascurati, abbandonati e calpestati, perché coltivati e praticati da coloro i quali, più di sessant’anni or sono, effettuarono una scelta, che la “communis opinio” ritiene sbagliata (oggi, con il senno di poi, a giuochi fatti): i combattenti della REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA. Ebbene, questo volume ha la pretesa, forse immodesta, certo ardua, di contribuire a far conoscere, un poco in più, la storia, o, per meglio dire, le STORIE, che videro protagonisti questi sfortunati soldati, ausiliarie e civili, che, quando ormai tutto era perduto, decisero, per la maggior parte con tragica consapevolezza, di andare incontro al loro destino, nella speranza di riscattare con il loro sangue (che corse a fiumi, prima e dopo la guerra) l’ignominiosa tragedia, che aveva colpito il popolo italiano, con lo “sporco affare” dell’otto settembre ’43. Dopo che, per più di mezzo secolo, di questi uomini e donne è stato detto e continua a dirsi, quasi sempre, tutto il male possibile (anche da parte di personaggi politici, che hanno costruito le loro carriere sul loro sangue) è il caso di dare la parola, per una volta, ai diretti protagonisti di quelle vicende, facendo narrare loro, in prima persona, anche attraverso le “voci dei morti”, i fatti che li videro protagonisti, con la narrazione delle proprie verità, sempre taciute e spesso stravolte. Tutto ciò, affinché, almeno qualche volta, si senta anche l’altra versione della storia e non soltanto quella, sempre addomesticata, dei vincitori.

DAL TESTO – “Di recente, in un convegno svoltosi a Cuneo (“Culla della Resistenza”), l’assessore regionale alla Cultura, prolifico di volumi d’argomento storico “politicamente corretti” ha affermato che al movimento partigiano aderì la parte minoritaria del Paese, anche se la migliore. Dunque sono stati usati due aggettivi, il primo dei quali demolisce di colpo quel conclamato mito della “guerra di popolo” che per sessant’anni ha trovato credito in tante pubblicazioni di rilievo e testi scolastici, mentre il secondo esprime un’opinione squisitamente personale. Ci sovviene, in proposito, quanto sosteneva Renzo De Felice, secondo cui il compito dello storico non dovrebbe esser quello di esprimere giudizi, bensì d’interpretare la realtà attraverso la rappresentazione dei fatti. Lasciamo dunque i giudizi ai politici, categoria alla quale l’assessore appartiene, e apriamo invece questo libro, antologia preziosa di testimonianze ordinate con amore dall’amico Antonio Leggiero. Vi sino raccolte le voci di Caduti e sopravvissuti dell’Onore: coloro che all’8 Settembre non si tirarono indietro continuando a combattere per un principio di coerenza ideale e con sofferta determinazione. Si tratta di donne e uomini, ragazzi e persone mature, umili individui e personaggi di rilievo a costituire una realtà importante e tragica; una realtà che, se da una parte la misura morale o l’opportunismo politico hanno additato al disprezzo, dall’altra la viltà complice ha contribuito a soffocare e nascondere. Una sezione del libro è riservata all’olocausto di giovanissimi appartenenti a quei “Servizi Speciali” che operavano dietro le linee nemiche con rischio enorme perché trattati, se scoperti, alla stregua di spie – ben strana accusa, questa degli invasori ai difensori della Patria – e perciò automaticamente condannati alla fucilazione. Restano, di alcuni di quei martiri, immagini fotografiche e testamenti spirituali: sono riprodotti in queste pagine, insieme a pensieri struggenti da conoscere, perché fanno bene al cuore”.

L’AUTORE – Antonio Leggiero è nato a Tufo in provincia di Avellino nel 1967, dove vive e lavora. Di formazione umanistica, laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli, svolge la professione di investigatore privato. Coltiva, per passione, l’interesse delle ricerche storiche, soprattutto concernenti la Seconda Guerra Mondiale. Ha collaborato e collabora con diversi quotidiani e riviste a diffusione nazionale e regionale. Ha pubblicato nel 2005, per i tipi dell’Editrice Italia Letteraria, un’antologia di racconti dal titolo “Storie di Paese”, con la quale è giunto finalista nazionale a un concorso letterario. Ha ricevuto, inoltre, attestati e riconoscimenti per la partecipazione ad altri concorsi di poesie e racconti di guerra.