Petrolio e rivoluzione. Il Vicino Oriente negli anni d’oro

Georges Corm
Jaca Book, pagg.141, Euro 13,00
 

IL LIBRO – Dopo il primo volume (“Il Vicino Oriente. Un montaggio irrisolvibile”), pubblicato nella primavera del 2004, che spiegava le determinanti geografiche, culturali e politiche dell’evoluzione del Vicino Oriente dall’inizio del xix secolo, questo secondo volume della quadrilogia di Georges Corm sulla storia del Vicino Oriente contemporaneo affronta gli anni 1956-1975. L’inizio di questo periodo è segnato da un evento cruciale, la nazionalizzazione del canale di Suez e la spedizione franco-britannica e israeliana contro l’Egitto; la fine del periodo è caratterizzata dall’euforia suscitata nel mondo arabo dalla ricchezza petrolifera, che esplode favorita dalla guerra del 1973 tra Israele e Siria ed Egitto e dal repentino aumento del prezzo del petrolio. Il fenomeno petrolifero provoca cambiamenti fondamentali nell’equilibrio delle forze tra i diversi regimi arabi. Retrospettivamente, si può considerare questa epoca come quella dell’ascesa rivoluzionaria del nazionalismo arabo anti-imperialista, poi della sua caduta ineluttabile di fronte alle vittorie militari israeliane e alla crescita della potenza dei paesi arabi esportatori di petrolio della penisola arabica, segnatamente dell’Arabia Saudita, pilastro dell’influenza americana nella regione. È inoltre l’epoca in cui la guerra fredda soffia su tutto il Medio Oriente creando forti tensioni. Questo racconto storico vivo, che descrive tutti i grandi avvenimenti e i grandi protagonisti della scena medio-orientale durante questi anni cruciali, permette di spiegare l’evoluzione particolarmente negativa che caratterizzerà il periodo successivo (1975-1990), nel quale, a cominciare dalla guerra del Libano, si moltiplicheranno i conflitti interarabi, ma si imporranno anche la rivoluzione iraniana, l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica e la guerra Iran-Iraq. Il periodo qui affrontato costituisce un interludio effimero in cui la voce dei paesi arabi si fa sentire sulla scena internazionale, prima grazie alla forza della pulsione nazionalista portata dal vento della decolonizzazione e dal movimento dei paesi non allineati, poi grazie al petrolio di cui rigurgitano gli emirati petroliferi arabi e il regno dell’Arabia Saudita e che è divenuto elemento vitale per la prosperità dei paesi industrializzati. Seguirà un periodo di intense agitazioni nei paesi della regione, che verranno descritte nel volume successivo e che sfoceranno nell’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti e nella dominazione pressoché totale da parte della grande potenza americana sul Medio Oriente. Quest’ultimo periodo è già descritto nel quarto volume di questa quadrilogia (“L’egemonia americana nel Vicino Oriente”), pubblicato nel novembre 2004. Il preciso racconto di questo periodo cerniera della storia del Vicino Oriente, insieme obiettivo e appassionato, sarà indispensabile a chi voglia iniziarsi alla geopolitica e alla tormentata storia di questa regione del mondo, la cui stabilità è necessaria alla pace e alla prosperità del mondo industrializzato.

DAL TESTO – “Tutti i cambiamenti che il risalire nel tempo permette di cogliere con qualche chiarezza non erano evidenti nel momento in cui iniziavano a influenzare il cammino degli avvenimenti. Per questo i protagonisti della storia non sono mai del tutto coscienti delle ragioni delle loro decisioni, nonché della portata reale dei loro comportamenti, e gli avvenimenti, nella loro esteriorità, possono non corrispondere sul momento alla profondità di una realtà che ancora sfugge alla coscienza politica. È quanto succede all’inizio degli anni Settanta nel Vicino Oriente arabo. Tutto dà un’impressione di penosa stagnazione, di sterile ripettitività. È questo, senza alcun dubbio, il caso del conflitto arabo–israeliano e delle relazioni interarabe, i due fallimenti più dolorosi della vita degli Arabi nel XX secolo. L’importanza di fronte a Israele e l’impossibilità di trovare l’unità araba sono in realtà i due chiodi che crocifiggono la società araba, Niente lascia sperare all’inizio del decennio che potranno essere levati. Per quel che concerne il conflitto arabo-israeliano, Israele è agevolmente radicata nella sua intransigenza, avendo tranquillamente assorbito gli enormi territori conquistati nel 1967. Gli Arabi, impotenti, hanno la sensazione di rivivere gli incubi della prima conquista della Palestina nel 1948-1949, o piuttosto di essere i testimoni pieni di vergogna della seconda conquista, quella del 1967, che completa la prima. Già la sconfitta degli eserciti arabi nel 1948 aveva permesso a Israele di attribuirsi un territorio ben più vasto di quello che era stato assegnato dalla comunità internazionale attraverso il piano di divisione delle Nazione Unite, votato nel 1947 in un’atmosfera ambigua, caratterizzata dalle intollerabili pressioni degli Stati Uniti sui piccoli Stati alleati. I confini d’armistizio stabiliti in seguito dovevano poi trasformarsi con il passare del tempo in frontiere internazionali riconosciute. Sono quelle cui fanno allusione tutti i documenti che si riferiscono alla guerra del 1967, data dello scatenamento delle operazioni militari”.

L’AUTORE – Georges Corm, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1940, è libanese. Ha conseguito la laurea in diritto e il diploma all’Institut d’Études Politiques di Parigi. Ha insegnato pensiero politico arabo contemporaneo, sociologia dello sviluppo e storia economica nelle Università libanesi. Al tempo stesso ha intrapreso una carriera nel settore finanziario pubblico in Libano e nel mondo arabo. Tra il 1985 e il 1998, trasferitosi a Parigi, è stato consulente della Banca Mondiale, dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali o regionali. È stato ministro delle Finanze della Repubblica libanese dal dicembre 1998 all’ottobre 2000. Successivamente ha ripreso a Beirut le sue attività di docente universitario e di consulente. È membro di vari consigli o comitati consultivi di istituzioni di ricerca sul Medio Oriente. È autore di numerose opere in arabo e in francese, tradotte in più lingue, sui problemi dello sviluppo economico, nonché sulla storia del mondo arabo e delle sue relazioni con l’Europa. Di Georges Corm, Jaca Book ha già pubblicato la quadrilogia de “Il Vicino Oriente contemporaneo”: 1. Il Vicino Oriente. Un montaggio irrisolvibile (2004); 2. Petrolio e rivoluzione. Il Vicino Oriente negli anni d’oro (2005); 3. Il mondo arabo in conflitto. Il Vicino Oriente dal dramma libanese all’invasione del Kuwayt (2005); 4. L’egemonia americana nel Vicino Oriente (2004).

INDICE DELL’OPERA – Capitolo primo. Dalla nazionalizzazione del Canale di Suez alla morte di Gamal Abdel Nasser, 1965-1970: un’epoca è morta, viva quell’epoca! – Capitolo secondo. Dal vertice di Khartum alla guerra d’ottobre, 1967-1973: cambiamento di scena – Capitolo terzo. L’irresistibile ascesa dalla tirannia petroliera: 1945-1973 – Capitolo quarto. Una guerra due epoche: ottobre 1973 – Capitolo quinto. OPEC o OLP: 1974-1975 – Conclusione. La fine della “Primavera Araba”.