Remo e Romolo. Dai rioni dei Quiriti alla città dei Romani (775/750 - 700/675 a.C. circa)

Andrea Carandini
Einaudi, pagg.IX-573, Euro 33,00
 
IL LIBRO – Sono qui condensati vent'anni di scavi fra Palatino e Foro e di ricerche di archeologia, storia, antiquaria, storia delle religioni e etnologia.  
Le due grandi imprese che la leggenda di Roma assegna a Romolo - l'inaugurazione del Palatino con il suo muro e la creazione del complesso Foro-Arce/Campidoglio con il Santuario di Vesta - appaiono confermate dai dati stratigrafici. Come entità statale e politica Roma nasce, dunque, non dopo il 640-630, cioè al piú presto al tempo di Anco Marcio, come ha ritenuto finora la vulgata storiografica, ma intorno alla metà dell'VIII secolo a. C., cioè al tempo di Romolo, come hanno creduto gli annalisti di Roma; lo argomentano le mura del Palatino e il Santuario di Vesta, con la domus Regia dei primi re e i culti regi e con la casa delle vestali legata al culto di Vesta o del pubblico focolare. Questo libro completa e sviluppa il finale de “La nascita di Roma” (Torino 2003), illustrando il primo secolo della città.

LA CRITICA – “Il volume è strutturato come una sinfonia (Accordare Aria Variazioni Cadenza finale sono i titoli delle sezioni) e i singoli – stando al gioco – "movimenti" riflettono questa varietà ritmica. Il tema della sinfonia è naturalmente quello dei gemelli mitici Romolo e Remo. L'assunto è che i miti non siano liquidabili come favole per bambini ma contengano un nucleo storico o per lo meno un messaggio antropologico che con un'analisi accurata e senza cedere alle tentazioni di spiegazioni razionalistiche triviali è possibile disincrostare dalle concrezioni che accumulatesi nel corso di secoli l'hanno reso irriconoscibile. Carandini non è certo il primo a partire da un assunto del genere: già a Schliemann dare fiducia al mito portò fortuna; ma il recupero del mito come parte fortemente integrante della cultura materiale non è così frequente fra gli archeologi moderni.
Le conclusioni cui l'autore giunge – una fondazione di Roma in linea con la datazione tradizionale ai tempi di Romolo contro la diffusa opinione di una fondazione in epoca più bassa all'età di Anco Marzio la rivalutazione di Romolo come eroe eponimo e storicamente esistito contro la vulgata che lo riduce a figura mitica il cui nome sarebbe coniato sulla base di quello della città la spiegazione del movente del delitto per cui Romolo uccide Remo ecc. – sono tutte affascinanti e comunque in grado di innescare un dibattito scientifico di ampia portata; per chi non sia direttamente interessato a questioni specifiche di storia romana l'aspetto più interessante del volume è il metodo "olistico" di indagine sull'antico di cui l'autore dà dimostrazione” (Massimo manca, “L’indice”).

L’AUTORE – Andrea Carandini (Roma, 1937) insegna Archeologia classica all'Università «La Sapienza» di Roma. Attivamente impegnato in numerose campagne di scavo (Ostia, Toscana, Tipasa in Algeria, Cartagine e il Palatino), ha pubblicato diversi studi, tra i quali Einaudi ha in catalogo: “Storie dalla terra. Manuale di scavo archeologico” («Biblioteca di culture storica»), “La nascita di Roma” («Biblioteca di cultura storica» e «Biblioteca Einaudi»), “L'anatomia della scimmia. La formazione economica della società prima del capitale” («Nuova Biblioteca Scientifica Einaudi»), “Giornale di scavo, Archeologia del mito” («Saggi») e “Remo e Romolo” («Biblioteca Einaudi»).

INDICE DELL’OPERA - 1. Gli antenati di Romolo - 2. Teseo, Romolo e l'eroe di Eretria - 3. Da Fauno a Romolo - 4. Pagi, curiae e populus Romanus Quiritesque - 5. Gli auspici per inaugurare rex e urbs - 6. La fossa-ara per fondare Roma Quadrata - 7. Pomerium, sanctitas e mura palatine - 8. Il progetto di Romolo e Numa - 9. Tullo Ostilio, fine dell'impresa - 10. Foro, Arce e Campidoglio - 11. Perché Romolo uccide Remo? - 12. Perché i senatori squartano Romolo? - Cadenza finale - Riprese: Mitici gemelli - Esseri extra-umani dema - Re primitivi e fondatori di stati - Note a parte (1-21)