Storia della Liguria durante il fascismo. Fascismo, cospiratori, costruzione del regime: 1923-1925

Sandro Antonini
De Ferrari, pagg.444, Euro 28,00
 
IL LIBRO – Gli anni trattati in questo secondo volume della Storia della Liguria durante il Fascismo sono compresi tra il 1923 e il 1925, quando si assisté alla progressiva e inarrestabile costruzione del regime. Dopo tale data la dittatura fascista divenne un fatto compiuto. Il periodo risulta estremamente complesso; la Liguria partecipò a tutti i processi nazionali, esprimendo tuttavia alcune caratteristiche proprie: per esempio, sorse a Zoagli la “Lega Italica”, antifascista, promossa dal poeta Sem Benelli, tramontò irrimediabilmente la Federazione della gente di mare e disparve dalla scena politica Giuseppe Giulietti, il “capitano” prodigio di aiuti a un Mussolini in difficoltà nei primi tempi del “Popolo d’Italia”. Ancora, specie nel 1925, dilagò – è il caso di dirlo – il sindacalismo fascista a scapito di quello tradizionale. Sempre in quell’anno si chiusero con assoluzione i processi per i fatti di Sarzana a carico degli squadristi Renato Ricci e Amerigo Dumini, quest’ultimo pure coinvolto nell’omicidio Matteotti. Il libro cerca poi di rispondere a molti interrogativi con un’elaborazione originale, quasi del tutto basata su fonti inedite, tentando per la prima volta una ricostruzione che non ha, nella regione, precedenti editoriali.

DAL TESTO – “Nel volume iniziale di questa Storia della Liguria durante il fascismo, ci siamo arrestati al Dicembre 1922 ed ai primi provvedimenti del nuovo presidente del Consiglio Mussolini dopo la “marcia su Roma” quando il re, appunto, chiamò il capo del fascismo a formare il governo, essendo quello in carica entrato in crisi. Abbiamo anche esaminato le vicende – per molti aspetti drammatiche, in un crescendo di violenze grandi e piccole – che fecero maturare una simile scelta, senza riscontri nella storia postunitaria, in quanto giungeva al termine di un movimento insurrezionale la cui riuscita si dovette, da una parte, alla spregiudicatezza dello stesso Mussolini e, da quell’altra, all’acquiscenza del governo e del sovrano, che rifiutò di firmare lo stato di assedio. Del resto, ciò è talmente noto e assoluto in sede storica che riteniamo superfluo ritornarci sopra. E fra questi primi provvedimenti, citiamo la legge del 3 dicembre 1922, n.1601, per il riordinamento del sistema tributario e dei servizi amministrativi, con la successiva soppressione di alcuni ministeri: il Tesoro venne fuso con le Finanze; il Lavoro e la Previdenza sociale passarono al ministro dell’Industria e Commercio; più tardi, con il R.D. 5 luglio 1923, n. 1439 i ministeri dell’Agricoltura, Industria, Commercio e Lavoro vennero occupati nel ministero dell’Economia. Si soppressero altri numerosi uffici delle amministrazioni centrali e periferiche. Fino al 30 aprile 1924, il personale eliminato ammontò a 65.274 unità, di cui 40.566 ferrovieri e la vicenda ebbe qualche strascico in Liguria, regione dove i ferrovieri risultano essere una categoria particolarmente numerosa. Al ministero della Pubblica Istruzione sparì una direzione generale con 8 sezioni e 50 provveditorati; nella giustizia si soppressero 8 corti d’appello, 57 tribunali e 537 preture. Il corpo delle Regie Guardie, particolarmente inviso alle classi subalterne, fu sciolto il 31 dicembre 1922, ed i componenti passarono da 879.366 del 31 ottobre 1922, ai 138.826 del 31 agosto 1923, per poi dissolversi completamente al progredire della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Abbiamo pure esaminato quali furono gli atteggiamenti della classe dirigente ligure e delle masse operaie, che non si discostarono dagli atteggiamenti complessivi presenti nel paese.”

L’AUTORE – Sandro Antonini è nato a Sestri Levante, dove tuttora vive, nel 1952. Dopo l’università e seguendo un proprio autonomo percorso non accademico ha incominciato ad occuparsi di storia del Novecento, con particolare riferimento al Fascismo. Non appartiene a nessuna scuola, non si rifà ad alcun maestro. Per l’editore De Ferrari, di Genova, ha pubblicato finora quattro libri: 'Sestri Levante 1940-1945: gli anni della guerra' nel 1998; 'Catene al pensiero e anelli ai polsi' nel 1999; 'DelAsEm – Storia della più grande organizzazione ebraica italiana di soccorso durante la seconda guerra mondiale' nel 2000. Nel novembre 2001 è uscito il volume 'La Liguria di Salò', lungo excursus sulla Repubblica sociale in Liguria e sulle sue numerose implicazioni. Successivamente, su sollecitazione di amici, ha compiuto un’incursione nella storia medievale scrivendo 'Adriano V dei Fieschi', dedicato alla vita del cardinale genovese Ottobono Fieschi, poi pontefice con il nome, appunto, di Adriano V. Il volume è uscito nel marzo 2002. Il suo impegno attuale riguarda il Fascismo delle origini.

INDICE DELL’OPERA – Introduzione dell’autore - Nota al secondo volume - Sigle che compaiono nel testo con maggiore frequenza. - I. Crisi e assestamenti: il 1923 – II. Cospiratori e fascisti, un dialogo impossibile – III. 1924: la Liguria nell’anno delle elezioni politiche – IV. Gli oppositori nel 1924 e i fascisti – Addendum: intervista al comandante partigiano Italo Fico “Naccari” – V. 3 gennaio 1925, si afferma il regime – VI. Economia e lavori in Liguria nel 1925 – Documenti - I. Uccisione del sovversivo Pietro Pesce – II. Omicidio di Bartolomeo Barbiere a opera del fascista Malatesta – III. Pericoli di crisi al Fascio di Savona – IV. Incidenti fra fascisti al Congresso provinciale dei Fasci – V. Relazione del prefetto di Genova a Mussolini sulla situazione elettorale della provincia nel gennaio 1924 – VI. Osservazione, di parte fascista, sulle conclusioni delle elezioni politiche del 6 aprile 1924 – VII. Circolare del PNF, del giugno 1924, alle federazioni periferiche – VIII. Lettera di Gabriele D’Annunzio a Mussolini del febbraio 1924 – IX. Notizie sulla stampa e forze politiche locali dell’agosto 1924 - X. Relazione del prefetto di Genova circa le misure adottate dopo il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925 – XI. Relazione del sottoprefetto di Savona al locale Fascio – XII. Estratto dei capi d’imputazione, del 16 gennaio 1925, riguardanti Renato Ricci e la sua squadra per azioni compiute nel luglio 1921 – XIII. Estratto dei capi d’imputazione riguardanti Amerigo Dumini e le sue squadre per i fatti di Sarzana del luglio 1921 – XIV. Rivelazioni dell’anarchico (poi fascista) Vincenzo Martucci al generale della Milizia De Leone – XV. Relazione del sottoprefetto di Chiavari, su antifascisti, a seguito del fallito attentato Zaniboni – Indice dei nomi