Il mito della Grande Guerra

Mario Isnenghi
il Mulino, pagg.456, Euro 14,00
 
IL LIBRO – Qui presentato nella sesta edizione, il volume, fortemente innovativo per tesi, documentazione e metodo, ha segnato uno spartiacque negli studi sulla Prima guerra mondiale. Le riviste dell'età della "Voce", i fogli interventisti, i diari di trincea e la letteratura sulla guerra: rileggendo questa sterminata produzione Isnenghi ha ricostruito l'atteggiamento di una intera generazione di intellettuali italiani nei confronti dell'intervento e poi dell'esperienza bellica. Da Marinetti a Papini, da Prezzolini a Gadda, da Soffici a Jahier, Serra, Malaparte, Borgese, d'Annunzio, la guerra si configura di volta in volta come occasione rigeneratrice per l'individuo e la società, come veicolo di protesta o, al contrario, antidoto alla lotta di classe. Le molte facce del mito della Grande Guerra compongono in queste pagine uno spaccato di storia mentale, sociale, politica dell'Italia nel passaggio dalla politica delle élites alla società di massa.

DAL TESTO – “Il progetto, lo svolgersi e poi la memoria e il racconto della Grande guerra si giovano di differenti forme dell’eroico. C’è un eroismo aristocratico, fatto di emergenze e eccezioni; un eroismo borghese, fatto di devozione al proprio ruolo di comando e di esempio, in quanto ufficiali di complemento, chiamati al diritto-dovere di farsi temporaneamente cittadini armati e pastori di popolo; e un eroismo popolare, umile e dimesso di norma, senza frasi – semmai con qualche bestemmia di sfogo – che si declina come ubbidienza. Ciascuna variante sociale e culturale del comportamento eroico ha una sua retorica e i suoi interpreti. Il gesto e le gesta dell’eroico aristocratico si sublimano nelle imprese e nelle pagine di D’Annunzio, autore e attore di un modello epico a tutto campo, nel dominio del reale come in quello dell’immaginario. Le classi medie sono le più frequentemente e riccamente rappresentate; e forse non è un particolare di poco conto che alcuni dei simboli dell’eroismo boghese siano coppie di fratelli, prolungamento al fronte della centralità del nucleo familiare e prova del sangue di un’etica radicata e di un’educazione riuscita: penso ai piemontesi fratelli Garrone – due volontari, due caduti, due medaglie d’oro -, ai triestini Carlo e Giani Stuparich – due volontari, un suicida, due medaglie d’oro -, ai trevisani Mario e Guido Bergamo – due volontari, sette medaglie d’argento, due prossimi deputati repubblicani antifascisti”.

L’AUTORE – Mario Isnenghi insegna Storia contemporanea all'Università di Venezia. Con il Mulino ha pubblicato anche "La tragedia necessaria. Da Caporetto all'8 settembre" (1999), "L'Italia in piazza" (2004) e "Le guerre degli italiani" (2005).

INDICE DELL’OPERA – Avvertenza - Premessa. L'attesa - I. La letteratura dell'intervento - II. La guerra farmaco - III. Gli ufficiali - IV. La truppa – Postfazione - Indice dei nomi