Filippo Tommaso Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario Stampa E-mail
Scritto da Giordano Bruno Guerri   
Martedì 28 Aprile 2009 14:07

Giordano Bruno Guerri

Filippo Tommaso Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario

Mondadori, pagg.334, Euro 20,00

 

guerri_marinetti.jpeg  IL LIBRO - Dopo il Rinascimento, la creazione culturale italiana più originale e importante è stata il futurismo: avanguardia di tutte le avanguardie del Novecento, ha cambiato per sempre il modo di intendere l'arte e il rapporto arte-società. Da non molto la critica ha cominciato a riconoscere la forza dirompente di questo movimento che nel 2009, centenario del Manifesto, avrà la sua apoteosi, in un diluvio di mostre, studi e celebrazioni. Eppure si continua a trascurare la figura e l'opera del geniale inventore del futurismo, che è un po' come pretendere di capire il fascismo ignorando Mussolini.

  Filippo Tommaso Marinetti ebbe una vita affascinante di artista e rivoluzionario, che Giordano Bruno Guerri racconta con ritmi narrativi e interpretazioni inedite. Nato nel 1876 a Alessandria d'Egitto, fu poeta, editore, romanziere, saggista, oltre che uno straordinario provocatore, dissacratore e motore di cultura, in ogni ambito. La sua capacità di scoprire e suscitare talenti non ha pari. Per sostenere il futurismo, disperse il patrimonio di famiglia, ma una sua caratteristica peculiare - rara fra gli intellettuali - fu essere un uomo felice, cui non venne mai meno l'entusiasmo. Seduttore dalle mille avventure, ebbe un lungo e appassionato matrimonio con Benedetta, pittrice e scrittrice futurista. Fra i tanti luoghi comuni che questo libro smentisce c'è quello del "disprezzo della donna", che in realtà Marinetti - antesignano anche in questo - voleva emancipare fino a metterla alla pari dell'uomo.

  In politica fu sostanzialmente un anarchico: anche nello stesso pensiero anarchico, perché considerava la Patria più importante della libertà. "Italianista" più che nazionalista, fu tra i fondatori dei Fasci di combattimento, dai quali si distaccò quasi subito, quando Mussolini tolse dal programma lo "svaticanamento d'Italia" e la lotta alla monarchia. Aderì tuttavia al regime, fino a diventare accademico d'Italia, volontario nelle guerre d'Etiopia e di Russia (a sessantasei anni). Benché apertamente ostile alle leggi razziali e al nazismo, era a Salò poco prima della morte, nel 1944. Questa contaminazione politica, di gran lunga posteriore alla creazione del futurismo, ne ha fatto - in Italia - un personaggio condannato a un'irrazionale damnatio memoriae. Grazie a una documentazione eccezionale e alla sua capacità di analisi psicologica, Guerri ce lo restituisce intero, con tutta la sua gloria e le sue contraddizioni.

 

  DAL TESTO - "Un bilancio equilibrato del secolo scorso deve fare i conti con Marinetti, senza archiviarlo in una rassegna retrospettiva. Con lui infatti inizia la galleria dei nostri contemporanei, di tutti gli uomini che hanno segnato il loro tempo, allungandone gli effetti fino al nostro. Il Novecento - il secolo delle tragedie e degli olocausti, delle guerre e delle bombe atomiche - è stato anche il secolo della festa e del divertimento, della stravaganza e dell'euforia. Quello di Marinetti è un invito, valido ancora oggi, a non prendersi sul serio, a scovare le ragioni del torto, a ridere delle nostre ipocrisie, a superare le meccaniche razionalistiche della saggezza con la gioia visionaria dell'entusiasmo di essere uomini: desiderosi di annullare lo spazio, il tempo, tutte le certezze e le relazioni convenzionali tra oggetti e persone per esplorare con slancio immacolato i territori dell'inconscio e dell'ignoto".

 

  L'AUTORE - Giordano Bruno Guerri ha diretto "Storia illustrata", "Chorus" e "L'indipendente", è stato direttore editoriale dell'Arnoldo Mondadori Editore, presidente dell'istituto di alta cultura Fondazione Ugo Bordoni, docente di storia contemporanea in numerose università straniere. Autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche e televisive, è opinionista del "Giornale" e presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani. Con Mondadori ha pubblicato: Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti (1985), L'Arcitaliano. Vita di Curzio Malaparte (1991), Gli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Mussolini (1992), Fascisti (1995), Giuseppe Bottai, fascista (1996), Antistoria degli italiani. Da Romolo a Giovanni Paolo II (1997), Il Malaparte illustrato (1998), Italo Balbo (1998), Galeazzo Ciano (2001), Eretico e profeta. Ernesto Buonaiuti, un prete contro la Chiesa (2001), Rapporto al duce (2002), Un amore fascista. Benito, Edda e Galeazzo (2005) e Filippo Tommaso Marinetti. Il genio che inventò il futurismo (2009). I suoi libri, tutti ancora ristampati, sono tradotti in molte lingue.

 

  INDICE DELL'OPERA - Introduzione - LA MICCIA - I. Egitto: «Preannunzio sciroccale» (1876-1894) - II. Parigi: «Libri esterrefatti e zuffe amorose» (1894) - III. Milano: «Due uova al burro e alla Bakunin» ((1894-1902) - IV. «Elettrizzato da una gioia acutissima» (1903-1909) - LA BOMBA - V. Il Manifesto: «Il coraggio, l'audacia, la ribellione» (gennaio-aprile 1909) - VI. Il futurismo (1909-1911 e oltre) - VII. «Come si seducono le donne» (1909-1919) - VIII. «Guerra sola igiene del mondo» (1911-1913) - IX. La «Caffeina d'Europa» (1913-1914) - X. Il volontario ciclista (1914-1918) - XI. Fra Benito e Benedetta (1918-1920) - LAPILLI E CENERE - XII. «Un bullone fuori posto» (1920-1929) - XIII. Lo spadino: «Tengo ad essere una alata incongruenza o una superiore realtà» (1929-1936) - XIV. Contro Hitler e contro Stalin (1936-1943) - XV. «Illusioni di sentirsi meccanico quando si è in realtà soltanto carne piangente» (1943-1944) - Conclusioni - APPENDICE - Fondazione e Manifesto del Futurismo - manifesto del partito futurista italiano - Bibliografia - Ringraziamenti - Indice dei nomi - Indice delle opere di F. T. Marinetti - Indice delle testate giornalistiche