Storia dell'insolenza Stampa E-mail

Antonello Capurso

Storia dell'insolenza
Offese, insulti e turpiloquio nella politica italiana da Cavour a Grillo


Il Settimo Libro, pagg.171, € 16,00

 

capurso insolenza  IL LIBRO – Un secolo e mezzo di storia politica italiana per la prima volta rivisto attraverso la lente dell'offesa e del vituperio, una specialità in cui siamo maestri insuperati, più ancora di francesi e inglesi. Tra insulti e risse, schiaffoni e turpiloquio, dal celebre scontro tra Garibaldi e Cavour ai peones da rissa del dopoguerra, dalla fine della prima repubblica ai più recenti exploit di Grillo. Ma anche il racconto di celebri insolenze, di duelli, di insulti popolari lanciati contro Mussolini mentre i gerarchi se ne dicono di tutti i colori. E ancora: la disfida tra Scalfaro e Totò per colpa di una donna, la grande zuffa del 1953, l'insolenza ideologica di Togliatti, gli insulti immaginifici di D'Annunzio e Cossiga, la proliferazione via internet di grevità impensabili in un'era che non sia digitale.
  E in questo colorato dispiegarsi della politica italiana emerge anche un altro aspetto. Le risse continue producono un danno economico per tutta la società, sono un vero e proprio freno allo sviluppo.

  DAL TESTO – "Ora germogliano i semi sparsi negli anni precedenti, mentre nel suo inoltrarsi dentro il fascismo, l'insulto conosce modalità del tutto nuove. La constatazione più superficiale è che il regime elimina l'ingiuria politica, che fa pur sempre parte della sfera dialettica, per sostituirla con l'obbedienza. Tra il 1923 e il 1924, le squadre fasciste creano ovunque un'atmosfera di minacce, intimidazioni, percosse, arresti arbitrari, diffide di polizia, mentre le insolenze pubbliche di Mussolini sono altrettanti messaggi.
  "Quella che era una caratteristica dell'ingiuria già presente in D'Annunzio, ora diventa un vero e proprio metodo. Ogni insulto è un'arma puntata contro l'avversario, il via libera per le azioni punitive della Milizia fascista, «guardia armata della rivoluzione». Così il 3 maggio 1923: «Se le pecore rognose, la cui malvagia opera quotidiana contro il fascismo abbiamo avuto più volte occasione di rilevare, vanno veramente in cerca di dispiaceri, non è escluso che possano averne di molto gravi. Quanto al Matteotti, volgare mistificatore, notissimo vigliacco e spregevolissimo ruffiano, sarà bene che egli si guardi. Che se dovesse capitargli di trovarsi, un giorno o l'altro, con la testa rotta, ma proprio rotta, non sarà certo in diritto di dolersi dopo tanta ignobiltà scritta e sottoscritta». Poi ancora, il 23 maggio: «Il deputato Amendola domanda perché mai, se il fascismo ha il consenso nazionale, non si abolisca la milizia nazionale. A questo signore, che gira ancora indisturbato per Roma, rispondiamo che la milizia non è rivolta contro il popolo, ma sibbene contro una minoranza sparuta e screditata di canaglie che hanno sempre tradito l'Italia. Il nuovo Cagoja Amendola che invoca la libertà, quasi che tutti i fossati d'Italia fossero pieni di carogne antinazionali, ha finora avuto troppo larga licenza»."

  L'AUTORE – Antonello Capurso, nato a Roma nel 1955. Giornalista e scrittore. È commentatore politico per i telegiornali Mediaset (TgCom24, Tg4 e Studio Aperto). Ha collaborato con la Rai, "Panorama", il magazine del "Corriere della Sera", il "Foglio" (per il quale ha curato dal 1997 le rubriche di costume politico "Gossip" e "Colonna Ruffiana"). Ha pubblicato, oltre a diverse opere in campo letterario, radiofonico e teatrale, anche diversi saggi sui partiti e di politica costituzionale. I suoi ultimi libri sono "Dialogo sulla giustizia" con Anna Finocchiaro (Passigli, 2005), "I discorsi che hanno cambiato l'Italia" (Oscar Storia Mondadori, 2008), "Le frasi celebri nella storia d'Italia, da Vittorio Emanuele II a Berlusconi" (Oscar Storia Mondadori, 2011).

  INDICE DELL'OPERA – Introduzione. L'esoso costo dell'insolenza – Storia dell'insolenza – 1. Italia unita: Piove, governo ladro! – 2. La prima polemica anticasta – 3. Trasformisti e megalomani – 4. Il rudere gigantesco – 5. Nuovo secolo, nuovi insulti – 6. L'indignazione permanente e l'antigiolittismo – 7. Guerra e insulti: la corsa verso il fascismo – 8. Ingiuria fascista – 9. Dopoguerra, l'insulto democratico – 10. Totò contro Scalfaro, i pidocchi di Togliatti – 11. La battaglia del '53 – 12. La contestazione e il sesso come insulto – 13. La tutela dell'insulto: magistratura e parlamento – 14. Escalation. Cossiga e la fine della prima Repubblica – 15. L'indignazione permanente nella seconda Repubblica – 16. Il grado zero dell'insulto: Grillo – Indice dei nomi