La conquista del Caucaso nella letteratura russa Stampa E-mail

Luigi Magarotto

La conquista del Caucaso nella letteratura russa dell'Ottocento
Puškin, Lermontov, Tolstoj


Firenze University Press, pagg.342, € 20,00

 

magarotto caucaso  IL LIBRO – L'Autore affronta il tema della conquista del Caucaso da parte dell'esercito zarista, indagando l'atteggiamento tenuto di fronte a tale evento da tre dei maggiori autori della letteratura russa dell'Ottocento: Aleksandr Puškin (1799-1837), Michail Lermontov (1814-1841) e Lev Tolstoj (1828-1910), espresso in alcune delle loro opere più conosciute. Del primo sono analizzati i tre principali poemetti meridionali, quindi il resoconto del viaggio compiuto ad Arzrum nel 1829 sul teatro di guerra russo-turco e infine il dramma Boris Godunov, consacrato soprattutto alla questione del potere, in cui però s'impone la volontà di creare un impero. Di Lermontov, oltre al poemetto Il novizio, ambientato in Georgia, è presa in esame la novella Bela, facente parte del 'romanzo' Un eroe del nostro tempo, in quanto si evince con chiarezza l'atteggiamento di dispregio degli ufficiali russi nei confronti degli indigeni caucasici. Di Tolstoj viene vagliata in primo luogo la posizione del giovane autore negli anni Cinquanta dell'Ottocento, allora addirittura combattente volontario nel Caucaso, esposta nel racconto L'incursione e di seguito quella del 'secondo' Tolstoj, pacifista e antimilitarista, manifestata nel racconto lungo Chadži-Murat.

  DAL TESTO – "Aleksandr Puškin, pur critico nei confronti della politica illiberale attuata in patria dall'imperatore Alessandro I tanto da essere punito col confino, fin da giovane è stato un cantore dell'impero, rafforzando con la maturità questo sua orientamento fino alla proterva ode Ai calunniatori della Russia del 1831, stilata contro i deputati francesi intervenuti in difesa dell'insurrezione polacca, in seguito schiacciata dalle armi russe. Il nazionalismo e il patriottismo tendenti alla creazione di un impero rappresentano nella storia russa, a partire almeno da Ivan III (1440-1505), un drammatico aggregante sociale capace di unire popolo, nobiltà e intelligencija in un blocco a difesa della politica estera espansiva portata avanti prima dagli zar, successivamente dal regime socialista e oggi dalla cosiddetta democrazia autoritaria Per dimostrare quanto fosse pervasiva questa componente basti ricordare che nei programmi politici dei decabristi, disposti a lottare e morire per dare al proprio paese un governo e una costituzione liberali e democratici, non era previsto l'abbandono della politica imperiale, anzi si riteneva di doverla consolidare, in modo da formare con i territori conquistati una sorta di zona cuscinetto attorno alla Russia per porre in sicurezza le sue frontiere.
  "Michail Lermontov, sebbene provasse un'indubbia attrazione per il Caucaso, ha manifestato il proprio spirito di grande russo sovente dileggiando molti dei tratti caratteristici delle popolazioni indigene ed esprimendo in diverse poesie quello spirito guerresco e imperiale, di cui era intrisa la società russa. Nondimeno in qualche occasione, per esempio nel poemetto Izmail-bej del 1832, ha saputo mettere in evidenza la ferocia con cui erano condotte le campagne coloniali da parte dell'esercito russo.
  "Di particolare interesse è la parabola di Lev Tolstoj, il quale, pur decantando negli anni Cinquanta le ragioni delle armate russe, non occultava nei suoi racconti caucasici la spaventosa violenza insita in ogni operazione militare. Certo, da questo punto di vista sono più esplicite le prime stesure dei suoi racconti, perché in seguito ragioni soprattutto censorie l'hanno obbligato a proporre redazioni finali piuttosto edulcorate. Dopo la conversione, avvenuta alla fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta dell'Ottocento, il credo di Tolstoj s'incentra sul rifiuto della violenza, ovvero sulla non resistenza al male, così le guerre e le campagne imperiali diventano ai suoi occhi delle calamità da scongiurare con ogni mezzo. Non era semplice neanche per lo scrittore calare i suoi nuovi convincimenti nel racconto Chadži-Murat, qui esaminato, il cui intreccio ruota attorno alle vicende belliche del ribelle eponimo, cosicché egli continuò a lavorarci fino agli ultimi mesi di vita, pervenendo in ogni caso a una redazione pregevole, ancorché incompiuta."

  L'AUTORE – Luigi Magarotto è stato ordinario di lingua e letteratura russa all'Università di Firenze e poi presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, dove è stato pure docente di lingua e letteratura georgiana. Nell'ambito della russistica si è occupato soprattutto dell'opera di Aleksandr Puškin, di Michail Lermontov, di Lev Tolstoj, di Vladimir Majakovskij, di Il'ja Zdaneviče l'avanguardia artistico-letteraria, dei libri del cubofuturismo russo, del realismo socialista, di Boris Poplavskij e l'emigrazione russa, mentre nel settore della kartvelologia o georgianistica si è interessato di Nik'oloz Baratašvili, Važ a-Pšavela, Ilia Č'avč'avadze, dei poeti simbolisti e avanguardisti, dell'annessione della Georgia alla Russia, dando alle stampe, in entrambi i campi di ricerca, libri, saggi e articoli.

  INDICE DELL'OPERA – Avvertenza – Premessa - Il prigioniero del Caucaso di Aleksandr Puškin (1. Il primo viaggio del poeta nel Caucaso - 2. L'interesse della Russia verso l'Oriente - 3. La formazione 'orientale' del poeta - 4. Il motivo caucasico nella letteratura russa - 5. Le amicizie 'georgiane' del poeta - 6. Le fonti del poemetto - 7. L'insegnamento russoviano - 8. La sete di erranza - 9. L'egotismo del prigioniero - 10. Il modello reale del protagonista - 11. La passione della giovane circassa - 12. L'epilogo "imbrattato di sangue" - 13. La poetica dello sguardo e del gesto - 14. L'esigenza del viaggio nel romanticismo - 15. Il problema dell'altro nel giovane poeta - 16. Puškin cantore dell'impero?) - Il dialogo con l'altro nella prima edizione della Fontana di Bachčisaraj di Aleksandr Puškin (1. I versi in esergo - 2. La prefazione - 3. L'appendice - 4. La struttura del poemetto) - Conflitti russoviani negli Zingari di Aleksandr Puškin (1. La fuga del protagonista - 2. Le passioni e l'insegnamento russoviano - 3. L'epilogo tragico) - Dialogo e rammemorazione nel Viaggio ad Arzrum di Aleksandr Puškin (1. Il desiderio dell'altro - 2. La struttura del Viaggio - 3. Il dialogo con l'io giovanile - 4. L'autobiografia poetica) - Potere statale e potere religioso nel Boris Godunov di Aleksandr Puškin (1. La vicenda storica - 2. La ricezione del dramma - 3. L'apparizione dell'impostore - 4. Puškin e Shakespeare - 5. La storia e l'autocrazia - 6. L'eroe, anzi gli eroi del dramma) - Ideologia imperiale nella novella Bela di Michail Lermontov (1. Le novelle di Un eroe del nostro tempo - 2. La protervia dei conquistatori) - Il novizio e il leopardo. Il poemetto Mcyri di Michail Lermontov (1. L'erranza del poeta - 2. Il monastero in rovina - 3. Il tema della confessione - 4. Il giovane e il leopardo - 5. La fiera come simbolo? - 6. Il mito della natura - 7. Il viaggio dell'io) - La conquista russa del Caucaso e il racconto L'incursione di Lev Tolstoj (1. Tolstoj, combattente volontario - 2. La guerra di conquista) - La resistenza antirussa nel Caucaso e il racconto Chadži-Murat di Lev Tolstoj (1. La conversione - 2. Il senso della vita) – Abbreviazioni – Bibliografia - Indice analitico - Abstract