Novità


Ragazzo. Storia di una vecchiaia

  Una spietata analisi, senza infingimenti, senza autoillusioni, senza autoinganni sulla vecchiaia, al di là delle ipocrisie e della retorica con cui oggi cerchiamo di abbellire e edulcorare quella che chiamiamo eufemisticamente «la terza età» rendendola così, se possibile, ancor più crudele e beffarda. E, insieme, in un gioco di rimbalzi, un appassionato inno alla giovinezza, «quella irripetibile età in cui ci chiamavano ragazzi».

  Animato da ricordi e esperienze personali, nelle quali il lettore non farà fatica a riconoscersi perché Fini riesce a dare ai fatti che rievoca...

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Mon cher ami. Lettere a Mario Andrea Rigoni
  Nell'amore per Leopardi s'incontrarono negli anni Settanta Cioran, già riconosciuto in Francia e in Germania come uno dei massimi scrittori contemporanei, e il giovane studioso e scrittore Mario Andrea Rigoni. Ne nacque un'amicizia che avrebbe prodotto un importante evento: la traduzione dell'opera di Cioran in Italia non più in libri pressoché clandestini, ma nello splendore delle edizioni Adelphi per la cura dello stesso Rigoni. L'epistolario racconta questa grande occasione per la cultura italiana, mostrando tra l'altro il tono affettuoso e delicato in cui si stemperano, senza per questo perdere di mordente, i celebri aforismi cioraniani.
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La storia della filosofia come filosofia politica. Carl Schmitt e Leo Strauss lettori di Hobbes

  Nella Germania di Weimar, tra ideali repubblicani e deriva nazionalsocialista, la figura “mitica” di Thomas Hobbes, il filosofo del Leviatano, diventa l’occasione teorica per la ricostruzione e la rivalutazione della vicenda dello Stato moderno, nell’epoca della sua crisi. Molti sono gli autori – da Tönnies a Dilthey, da Meinecke a Cassirer e Horkheimer – che si confrontano con la lezione del filosofo inglese, con lo scopo esplicito di comprendere la genesi, lo sviluppo e il destino della modernità politica e del capitalismo moderno, tanto che la ricerca storico-filosofica arriva ad assumere una rilevanza...

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Carl Schmitt tra decisione e ordinamento concreto
  Il pensiero di Carl Schmitt è carico di tensione e di ambiguità. Profondamente partecipe della crisi dei fondamenti con la quale si trova a confrontarsi il Novecento, il giurista tedesco mostra anime differenziate e ben difficilmente conciliabili. Questo lavoro ne indaga le contraddizioni, a partire dal rapporto tra decisione e ordinamento concreto, cercando di rifiutare gli estremi di chi legge Schmitt come un autore completamente nostalgico e antimoderno e di chi, al contrario, ne esalta troppo precipitosamente l’“ultramodernità”.
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