Novità


Sotto il velame. Dante fra universalità esoterica e universalismo politico

  Dalle prime intuizioni di Ugo Foscolo ai fondamentali studi di Gabriele Rossetti, da Giovanni Pascoli a René Guénon, la problematica dell’ermeneutica dantesca è stata interpretata in termini iniziatici ed esoterici e in una prospettiva intellettuale più elevata, nonostante l’ostracismo della critica dantesca ufficiale.

  Il Collegio Mediolanum del Rito Simbolico Italiano, che ha curato la presente pubblicazione, ha voluto andare ancora una volta controcorrente e porre al centro dell’attenzione le opere degli autori menzionati, nell’intento di dare un contributo teso a rilanciare gli studi sui...

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Baci & bastonate

  Il dattiloscritto di Grandi ha creato un'accesa diatriba nel nostro comitato di lettura, perché il testo affronta il vissuto degli anni Settanta - Ottanta di una parte politica diametralmente opposta alle nostre idee. Ottima scrittura, e la storia funziona, ma ci sembrava un po’ esagerato familiarizzare con un (post)sessantottino nero. Avendo vissuto la politica di quegli anni con un pathos fin troppo tumultuoso non avevamo intenzione di indugiare in facili buonismi revisionisti. Ma le parole hanno una forza propria e si fanno ascoltare ben oltre le storie che raccontano e le idee che propugnano. Ripensando alla...

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Colpo grosso. Bande e solisti della rapina all'italiana

  La rapina del secolo la mise a segno dal terrorista nero Valerio Viccei, a Londra nel 1987: sessanta milioni di sterline (centocinquanta miliardi di vecchie lire) in gioielli e valori, prelevati senza colpo ferire dal deposito più blindato al mondo, il Knightsbridge Safe Deposits Center dei Lloyd's. O la rapina più balorda, quella simulata nel 1997 dagli "amanti di Capriolo", paesino in provincia di Bergamo, per coprire con gratuita violenza una storia di sesso. Fu una rapina maldestra a incastrare, in quello stesso periodo a Milano, Gaspare Zinnanti, serial killer che aveva "purificato dall'empietà" tre poveri cristi a colpi di...

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L'impero greco-romano. Le radici del mondo globale

  “La Grecia conquistata conquistò il suo feroce vincitore portando nel Lazio contadino le sue arti”: i romani erano ben consapevoli della verità espressa dai celeberrimi versi del loro poeta Orazio. Sapevano perfettamente che le strutture del potere di Roma, e del diritto che lo giustificava e sanzionava, avevano le fondamenta nella cultura greca irradiatasi con Alessandro e i suoi successori dalla Macedonia all’India, dall’Alto Egitto al Mar Caspio. Inoltre, il cosiddetto impero romano era bilingue: il latino era in uso nella metà occidentale, ma nell’area del Mediterraneo e nel Vicino Oriente si parlava greco. Anzi, la lingua greca veniva studiata dai rampolli delle grandi famiglie patrizie della capitale, in quanto idioma di...

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